Per Davide un'ultima sirena
di Paolo Fizzarotti
VOGHERA. Quando si sono aperte le porte del duomo, è echeggiata all'esterno la tromba del «Silenzio fuori ordinanza». Poi la sirena di un'autoscala ha suonato l'ultima volta per Davide Achilli.
Poco dopo il feretro è uscito dalla chiesa, portato a spalle dai compagni, circondato da una doppia fila di vigili del fuoco schierati: dalla folla si è alzato un lungo applauso. Cosi Voghera ieri pomeriggio ha salutato il suo Davide Achilli, pompiere di 39 anni morto nell'adempimento del dovere mercoledi notte a Crotta di Romagnese. Sul sagrato migliaia di vogheresi, centinaia di vigili del fuoco giunti dai comandi di mezza Italia, decine di autoscale, Aps, altri mezzi. Poi le rappresentanze di polizia di Stato, carabinieri, polizia locale, guardia di finanza, polizia carceraria, croce rossa, protezione civile. I vigili urbani motociclisti hanno scortato l'auto dell'Asm fino al cimitero.
La giornata del dolore inizia alle 14, nella camera ardente allestita al comando di via Turati. Davanti all'ingresso un'autoscala è aperta, alzata, quasi a indicare la strada verso il cielo, sopra la caserma. Nella rimessa c'è la bara, coperta dalla bandiera italiana. Sopra c'è la maglietta rossa con lo stemma dell'Aquila, che Davide aveva portato con orgoglio dai luoghi del terremoto. Su un cuscino c'è il suo casco da pompiere, con la visiera a specchio dorata. Ai lati, due colleghi sull'attenti. Dietro, i simboli del loro lavoro: due scale intrecciate, il telone di salvataggio. Ci sono le corone di fiori giunte da tutti i comandi dei vigili del fuoco del Nord Italia; quelle di tutte le forze dell'ordine e quella dei colleghi della Faram, dove Davide aveva lavorato prima di realizzare il suo sogno di diventare vigile del fuoco permanente.
Alle 15.45 il feretro viene issato su un'autoscala. Ad accompagnarlo nell'ultima partenza dalla caserma sono sei colleghi sull'attenti, ai lati della cassa. Durante il viaggio il corteo incrocia un bus: davanti c'è un lenzuolo con scritto «Ciao Davide». Quando l'autoscala arriva sul sagrato del Duomo, dalla folla si alza un applauso. Il feretro viene portato a spalle dai colleghi, tra due ali di vigili del fuoco schierati con i loro caschi neri o rossi, tirati a lucido.
Ad andare incontro alla cassa è il vicesindaco Graziano Percivalle, in rappresentanza del comune. In chiesa, carabinieri e poliziotti in alta uniforme si sistemano attorno al feretro. Ad officiare la messa è il vescovo mons. Martino Canessa, assistito dal parroco don Gianni Captini.
«Siamo in molti, attorno alla bara del vigile del fuoco Davide Achilli, morto nel compimento del suo dovere - ha detto il vescovo nell'omelia - Siamo qui per testimoniare affetto e solidarietà ai familiari, colpiti da un lutto tremendo. Ma anche ai vigili del fuoco, sempre pronti a servire il prossimo in situazioni delicate e difficili. Di fronte a queste morti ci chiediamo 'perchè?". Dovremmo invece chiedere un po' di luce e conforto nella parola di Dio. Imploriamo questa luce per i genitori e per i colleghi di lavoro. Affidiamo Davide alle tue braccia forti e tenere di padre, Signore».