Un pasto ai poveri Settanta coperti alla mensa Ferrotel
PAVIA. Settanta piatti di carta, pane, acqua sono già sui tavoli. Beatrice arriva con una pentola di pasta fumante per servire il primo ai commensali del Ferrotel, il servizio del Comune che nel mese di agosto sopperisce alla chiusura della mensa di Canepanova.
Settanta e più persone ogni giorno, distribuite in due turni, a cominciare dalle 11.30. Prima di salire le scale assolate del Ferrotel, in via Trieste, fanno tappa nella sala d'attesa della stazione degli autobus, per smorzare la calura nell'aria condizionata del piccolo locale.
Parlano lingue diverse - sono ucraini, moldavi, romeni, nordafricani, anche italiani senza casa e famiglia - ma condividono lo stesso disagio, la stessa vita dura in mezzo alla strada.
In mensa alle 11 è già tutto pronto. Beatrice, 56 anni, dà le ultime coordinate agli altri volontari. Un mondo che l'ha accolta quando, una decina di anni fa, una malattia l'ha costretta sulla sedia a rotelle. Si è ripresa grazie alle cure e a una straordinaria forza di volontà, la stessa che tutti i giorni la porta in mensa, tra i poveri, o al centro sociale Scapolla, tra gli anziani. Mariana e Maruska, che hanno conosciuto l'inferno della Snia, oggi fanno le volontarie e servono i piatti colmi di pasta. Insieme a Lucia che invece vive al campo di piazzale Europa.
«La povertà è in aumento - conferma l'assessore ai Servizi Sociali del Comune Sandro Assanelli -. Non solo tra gli stranieri ma anche tra i pavesi. Sono sempre di più le persone che si rivolgono al Comune per un aiuto, perché non riescono più a pagare l'affitto, le bollette. E la copertà purtroppo anche per gli enti è sempre più corta».
Marisa, assistente sociale del Comune, porta i piatti con la frittata e ascolta i racconti degli ospiti. Li conosce tutti, uno per uno. C'è chi passa la notte nei dormitori, chi si arrangia con giacigli di fortuna. Anche Lino, da qualche anno custode per conto del Comune al dormitorio di San Carlo, ormai chiama tutti per nome. Ogni agosto viene a fare il volontario alla mensa. Dietro ai fornelli c'è Domenico Longo, chef di professione che gestisce un ristorante a Milano con due amici in zona piazza Vetra. E per due settimane è 'in prestito" al Ferrotel dove tutti ricordano le sue lasagne.