Strada Garile, Tir e proteste

VOGHERA.Strada Garile, tranquilla carrareccia di campagna in frazione Campoferro, è stata trasformata nell'autostrada dei tir. E' bastato il via libera dei Lavori pubblici e il parere favorevole della polizia locale al progetto di creazione di piazzole d'interscambio. Per allargare la strada e consentire l'apertura di una cava poco distante, si sta finendo per creare problemi a un'intera frazione. Si sta anche lavorando a una nuova bretella di collegamento tra la periferia di Voghera e Pizzale.
«Si darà vita - raccontano i residenti - a una mega escavazione, proprio mentre il piano cave provinciale è prossimo alla scadenza». Cresce la rabbia per lo stravolgimento della quiete di una zona scelta da chi ci abita per il suo essere (fino a ieri) verde, tranquilla e poco frequentata. Strada Garile è passata dall'essere un un punto sulla cartina al centro di una rivolta. L'altro pomeriggio è andata in scena la protesta delle sette famiglie che abitano nella zona e che si trovano, ormai quotidianamente, davanti a bisonti carichi di terra ogni volta che escono di casa o devono rientrare.
«Guardate cosa succede qui. Nei giorni scorsi una nostra vicina, alla guida di un'utilitaria, è scoppiata in lacrime davanti a un camion che le sbarrava il cammino. L'autista si è fermato e non ne voleva sapere di fare marcia indietro. La signora, spaventata e incredula, non sapeva più cosa fare. Ma è possibile?». A giudicare dalla larghezza della stradina li un camion non dovrebbe poter passare anche solo per l'incolumità degli autisti: mettere una ruota in fallo è questione di pochi millimetri. I residenti cosi s'inventano la seconda corsia che non c'è. Come? Facendo il rally della cipolla, sul campo che corre parallelo a strada Garile: una corsia d'asfalto, una corsia di terra su cui si passa masticando amaro. Le famiglie hanno scelto di bloccare la strada intasata, hanno chiamato la polizia locale e i carabinieri perché verbalizzassero e toccassero con mano la situazione.
«Qui c'è una frazione che si sta riempiendo di buche e pericoli».
C'è di più: «Abitiamo qui da tanti anni - raccontano i membri del comitato spontaneo di Campoferro -, da quando il ponte sull'autostrada Torino-Piacenza era riservato ai mezzi agricoli. All'epoca si temeva che un traffico automobilistico intenso potesse farlo cedere. Oggi il ponte è affollato dai tir. Qui qualcuno potrebbe finire col farsi male sul serio». Dubbi anche rispetto alle modalità adottate per delimitare l'area del cantiere stradale verso Pizzale: «Un po' di nastro bicolore basta davvero? Arrivando da Campoferro non si trova neanche un cartello che spieghi cosa si sta facendo su quell'area».
A poca distanza dagli stabilimenti della Grove di via Italo Betto, le famiglie promettono un Ferragosto di fuoco. «Qualcuno agisce senza pensare. Come si fa ad aprire a maxi escavazioni e autorizzare, senza tanti problemi, il transito di mezzi pesanti su una stradina di campagna nel bel mezzo dell'estate? Vogliono allargare la strada? E lo faranno costringendoci a stare chiusi in casa in ostaggio?».
I cittadini sperano di sbagliarsi eppure ipotizzano che di fronte a un business legato all'escavazione le loro esigenze siano passate in secondo piano. Dito puntato anche contro l'ordinanza che vieta ai mezzi pesanti il transito sul cavalcavia di Oriolo. «Quella strada sarebbe più ampia e anche gli autisti farebbero prima ad arrivare a destinazione. Evidentemente ci sono frazioni da difendere, per ragioni politiche, e altre d'abbandonare al loro destino».
Da strada Garile si fa appello al sindaco Aurelio Torriani e si chiede al comandante dei vigili, Giuseppe Calcaterra, di revocare il parere favorevole rilasciato al progetto che ha creato il viavai dei camion. Le famiglie, viceversa, promettono d'imboccare la strada della procura della Repubblica.
L'assessore alla polizia urbana, Vincenzo Giugliano, dà però un'altra lettura alla vicenda. «Le famiglie dovrebbero essere contente, vogliamo allargare la strada per non creare problemi quando partiranno i lavori per la nuova cava. Il comandante Calcaterra non ha nessuna colpa. La Provincia ha dato il suo ok a una nuova escavazione. Nell'accordo è previsto che prima, però, via Garile sia allargata. Arriveranno anche piazzole d'interscambio. Come si fa ad allargare una strada sbarrando l'accesso ai mezzi che devono portare a termine i lavori?».
Emanuele Bottiroli