Il «giallo» iniziò alle 13,49 di un lunedi
GARLASCO.Era un lunedi, il 13 agosto 2007. Il giallo di Garlasco inizia con la telefonata di Alberto Stasi al 118, alle 13.49. «Venite, hanno ucciso una persona. Ma forse è viva, non ne sono sicuro. E' la mia fidanzata». Dice di aver trovato Chiara Poggi, 26 anni, massacrata a colpi in testa. Il cadavere è sulle scale interne della villa di via Pascoli dove la ragazza viveva, e la sua famiglia è tornata ad abitare nell'aprile 2008, dopo il dissequestro.
Ma quel giorno i genitori e il fratello di Chiara erano lontani, in vacanza in Trentino. La procura non crede ad Alberto: non ha trovato Chiara morta quel pomeriggio, ha solo finto di farlo. Stasi sarebbe entrato a villa Poggi la mattina, per uccidere Chiara. Lo proverebbero fra l'altro le suole delle sue scarpe non sporche di sangue. Alberto è a processo davanti al gup di Vigevano, e si proclama innocente. L'accusa ha chiesto 30 anni di carcere per omicidio volontario.