Rapinato in strada, muore a 92 anni

BOLOGNA.Gli ha chiesto l'ora, ha atteso la risposta e ha attraversato la strada. Subito dopo di spalle, l'ha preso a pugni più volte sopra la tempia e gli ha tagliato (forse con un cutter) la tasca dei pantaloni per prendergli il portafogli. Cosi, in un'assolata domenica pomeriggio in una via deserta vicina alla stazione di Bologna, uno sconosciuto fra i 30 e 40 anni ha lasciato a terra la sua vittima ed é scappato. Ma l'altra notte l'anziano - Dante Pettazzoni, ex capostazione di Crevalcore (Bologna) che avrebbe compiuto 93 anni la vigilia di Natale - é finito in coma ed é morto ieri all'alba, all'ospedale Maggiore per le conseguenze del trauma cranico.
Cronaca di una rapina degenerata in omicidio. Per di più volontario, secondo il pm Elisabetta Melotti che ha aperto un' inchiesta contro ignoti e disposto l'autopsia. Impossibile, secondo gli inquirenti, non rendersi conto che quell'uomo era anziano e assolutamente indifeso. Ma non uno sprovveduto appesantito dagli anni, hanno chiarito i parenti. Dante, che abitava con la moglie di 85 anni a Crevalcore, conosceva la Divina Commedia a memoria, recitava la Costituzione («L'ha fatto anche in ospedale, chiacchierando con gli altri pazienti della camera», ha ricordato il figlio Fabio), guidava l'auto e spesso viaggiava in treno visto che aveva la carta di libera circolazione da ex ferroviere.
«E' stato un atto pessimo», ha detto, il sindaco Flavio Delbono: «E' anche la conferma di come non si debba mai abbassare la guardia sul delicato tema della sicurezza».