Perde la testa per la madre del suo amico, giovane di Motta denunciato per stalking

MOTTA VISCONTI. Una persecuzione messa in atto nei confronti di tutta la famiglia. Con pedinamenti e minacce, anche attraverso telefonate nel cuore della notte. Un comportamento nato, secondo i carabinieri, da un'infatuazione verso la madre dell'amico, una donna di 42 anni. S.D.S., un 27enne di Motta Visconti, è stato denunciato per stalking. Pochi giorni fa è scattata anche la misura cautelare dell'allontanamento da quella casa: non può più avvicinarsi alla famiglia.
Il giovane, se non dovesse rispettare l'ordine che gli è stato notificato l'altro ieri dai carabinieri di motta Visconti, finirà dritto in carcere. Secondo l'accusa, sarebbe stato per mesi l'incubo di un'intera famiglia. Una vicenda che si discosta dalle tante già arrivate alle forze di polizia in pochi mesi dall'introduzione del reato. Stavolta lo stalking sarebbe stato messo in pratica non da un ex marito o convivente, ma da un giovane di 27 anni, amico del figlio delle vittime. Attraverso questa amicizia il giovane, secondo la denuncia, è entrato in contatto con la famiglia.
Il ragazzo comincia a frequentare la casa, dove viene anche ospitato per qualche tempo. La sua storia, infatti, fa nascere sentimenti di fiducia. E soprattutto di protezione. Racconta di essere orfano di entrambi i genitori. Ha avuto un'infanzia difficile, e ha bisogno di una mano. Il padre dell'amico gli procura un lavoro e le cose, in effetti, sembrano mettersi meglio. Intanto il giovane continua a restare in contatto con la famiglia.
Ma in poche settimane la situazione precipita. Il giovane comincia a guardare con occhi diversi la madre dell'amico, che ha 42 anni e un'altra figlia di 12 anni. Perde la testa per quella donna. E comincia a perseguitarla. La segue ovunque, anche fino al lavoro. L'aspetta fuori casa, cercando di parlarle.
Il marito gli chiede spiegazioni, invitando il giovane a ragionare. Ma il ragazzo sembra non volerne sapere. La persecuzione continua, e stavolta è corredata di minacce di morte. L'aiuto che il ragazzo ha ricevuto non basta a farlo desistere da un comportamento che, in poco tempo, si trasforma in un inferno per tutta la famiglia.
La ragazzina di 12 anni ha paura a tal punto che, una sera in pizzeria, si nasconde sotto il tavolo quando vede quel giovane entrare. Anche il telefono di casa squilla troppo di frequente. Sono chiamate minacciose, propositi di fare del male ai componenti della famiglia.
Intenzioni che sono sul punto di diventare realtà quando, una sera, il giovane tenta di investire con la sua auto la madre dell'amico, la donna di cui si è innamorato. Ad aprile parte la prima denuncia. E scattano le indagini. Vengono sentite le persone vicine alla famiglia, che confermano le persecuzioni. L'altro ieri i carabinieri di Motta si sono presentati a casa del giovane, per consegnargli il provvedimento deciso dal giudice, che è l'anticamera del carcere.