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PAVIA
Pochi posti auto
vicino alla stazione

Segnalo un disservizio creatosi con la chiusura «a sorpesa» dell'area parcheggio, riservata ai pendolari, ex Area Neca situata vicino alla stazione di Pavia.
Il parcheggio, comodo per la vicinanza con la stazione ed, economico, per l'onesta tariffa mensile, rappresentava, con i suoi 100 e più posti auto, un valido appoggio per noi pendolari.
Potete immaginare la mia perplessità alla notizia della sua chiusura; la notizia tra l'altro è stata comunicata 15 giorni prima con un cartello affisso all'esterno della cancellata.
Sarebbe stato perfino difficile organizzarsi con una soluzione alternativa, con cosi poco tempo a disposizione, non fosse che è agosto, i pendolari sono in buona parte in ferie e si riesce ancora a trovare qualche posto libero se si prende il treno alla mattina di buon ora. Il motivo della chiusura: il parcheggio sarà destinato alla costruzione di case.
E' risaputo della scarsità di posti auto liberi intorno alla stazione di Pavia e inoltre le possibilità di parcheggi a pagamento con tariffe accessibili sono praticamente nulle. Il parcheggio dell'autostazione sembra riservato a chi è residente a Pavia e lavora a Milano o per chi è residente in provincia e lavora a Pavia. Io sarei esclusa in quanto risiedo in provincia e lavoro a Milano.
Volevo innanzitutto segnalare il problema e sapere se entro breve è prevista la costruzione di un nuovo parcheggio nei pressi della stazione.
Silvia Fantinivia e-mail

LA BUONA SANITA'
Grazie all'ospedale
Stradella dà l'esempio

E' sempre più facile effettuare una critica che portare dei complimenti e questo è ancora più facile se l'argomento è la sanità. Negli scorsi giorni siamo stati ospitati nella struttura ospedaliera di Stradella per dare alla luce nostro figlio. A parte la struttura nuova e molto gradevole, il punto di maggior sorpresa è stato il personale che dall'accettazione sino alla dimissione ha seguito la mamma ed il piccolo nascituro con attenzione e professionalità eccezionali.
Tutto il personale, dalle ostetriche alle puericultrici, ha sempre prestato una cura alla mamma ed al piccolo seguendoli in tutti i passi necessari alla nascita e alle successive cure del bambino sotto l'attendeva e valida supervisione della capo sala.
L'ostetricia che ci ha seguiti ha dimostrato di saper coniugare professionalità all'attenzione per la mamma nel particolare momento del travaglio: effettuato in acqua con ottimi risultati.
Tutto il personale ha sempre prestato un contributo significativo mettendo doti umane nello svolgimento del proprio lavoro con una cordialità e disponibilità straordinarie.
Un grazie a tutti da parte di mamma, papà e dal piccolo Luca.
Alberto AcerbiLinarolo

PAVIA, LE REGOLE
Al Cravino troppo severi
nella nuova piscina

Scrivo per parlare della nuova piscina di Pavia e del boom di ingressi che ha fatto registrare (mi riferisco all'impianto del campus universitario al Cravino). E' molto bella, ampia, con delle vasche sicuramente a norma di sicurezza. Ci sono stata alcune volte, però mi viene sempre una tristezza incolmabile pensando al vecchio impianto lasciato al degrado in viale della Resistenza.
Nella nuova e perfetta piscina sembra di essere in un riformatorio di suore ad alto livello di rigidità, mi sembra peggio che ai tempi del fascismo: d'accordo rispettare le regole di convivenza e di igiene, sono io la prima ad esserne una grande osservatrice, ma penso che l'eccesso stroppi: è possibile fare osservazione quando non ci si bagna i piedi ogni volta nella vaschetta in mezzo alla piscina o perchè si sorseggia un ghiacciolo appena usciti dal bar? Invece ci si dovrebbe sedere ai tavolini (l'altro ieri erano pieni) anche a consumare un ghiacciolo...
Capisco benissimo che mangiare i panini o cibi simili sporchi l'ambiente, ma un ghiacciolo consumato con un tovagliolo non credo che sporchi.
Mi sembra che cosi il personale si renda sgradevole e che questi nuovi impianti siano contrassegnati da troppa freddezza che fa comunque, a mio parere, allontanare un po' le persone. Questo almeno è quello che che penso.
Concludendo, pulizia e rigore si, ma non critiche a chi sta seduto tutto il giorno sulla sdraio, come me, e poi appena si alza viene contestato per un nonnulla.
Paola C.Pavia

LEGGE 180
Obiettivi mancati
Bisogna intervenire

Quando una legge non produce i risultati sperati, si corre ai ripari e si fanno le opportune modifiche. Di solito ciò accade solo se, come si dice, «ci scappa il morto».
Nel caso della legge Basaglia (il provvedimento n. 180 che trent'anni fa ha chiuso i manicomi ed ha messo in libertà i malati di mente) di morti ce ne sono stati, fino ad oggi, molti più di uno. Su queste tragiche «storie di ordinaria follia» viene steso quasi sempre un velo di pietà. In attesa del prossimo morto. A causa del ripetersi di tali episodi imprevedibili e quindi ancor più pericolosi, ma anche del calvario vissuto ogni giorno dalle famiglie dei malati lasciate inesorabilmente sole - sia dallo Stato che dalle Regioni - da più parti ci si chiede se sia arrivato il momento di applicare alla legge una revisione. La legge, a parere mio, ha eliminato la cura della malattia mentale sostituendo alla scientificità della medicina mentale, le discutibili opinioni di sociologi, psicologi e psicoanalisti.
Fino a quando la legge n. 180 non verrà superata, la dedizione e la passione che operatori, volontari e medici dedicano agli psicotici, saranno solo palliativi, non serviranno a risolvere i problemi dei malati e delle loro famiglie.
Egidio PiccoGodiasco

PAVIA
Un'esigenza concreta
tra viali e passeggiate

Sulla Provincia Pavese di questi giorni ho letto che il Comune di Pavia ha intenzione di rivitalizzare viale Matteotti rifacendo la passeggiata e mettendo dei chioschi. E annuncia altre iniziative tipo quella di creare uno spazio per lo svago giovanile al mercato coperto.
Ben vengano queste cose e tutte le iniziative per valorizzare la città. Secondo me, però, bisogna guardare anche alle esigenze concrete dei cittadini e dei tanti turisti che visitano Pavia.
In tutta la città non c'è un vespasiano per la prima necessità. Non è raro vedere persone che si nascondono dietro ad un cespuglio, peggio ancora per gli stranieri. Avevo evidenziato questo problema tempo fa, è stato ignorato completamente dalla precedente giunta, adesso che c'è una nuova coalizione comunale, spero che abbia più attenzione.
Giuseppe LanfranchiPavia

PAVIA
Domande urgenti
alla nuova giunta

La crisi è ovunque, irrefutabile, non manca, né mancherà, di far sentire i propri effetti anche a Pavia e non saranno certo qualche telecamera in più, qualche muro imbrattato in meno, a poterli nascondere.
Non possiamo nascondere il timore che, al di là di tante promesse e belle parole, Pdl e Lega finiscano anche a Pavia per portare avanti una politica di stampo berlusconiano-doc: nessuna azione che vada a intercettare e risolvere i problemi quotidiani, incalzanti, della popolazione. Cosi come non ci sentiamo del tutto sicuri che l'attuale opposizione in consiglio comunale sia determinata a svolgere al meglio il proprio ruolo.
Aspettiamo risposte rapide e concrete alle questioni aperte. Come intende aiutare, il nostro sindaco, i lavoratori colpiti dalla crisi che si rivolgeranno alla comunità pavese in cerca di una giusta solidarietà?
Cosa intende fare in merito alla cronica carenza di case popolari rispetto a liste d'attesa sempre più lunghe? Che ne sarà dell'area ex-Necchi, forse l'ultima area dismessa che ancora può essere rilanciata come sede industriale e di attività produttive per la città? Dovremo assistere, a dispetto di ogni buon senso, all'ennesima speculazione immobiliare che vedrà nascere case di pregio e centri commerciali?
Verrà riconosciuto all'acqua uno status di «bene comune non commercializzabile», ci si attiverà perché il relativo ciclo integrato (proprietà delle reti, gestione e erogazione) resti interamente sotto gestione pubblica? O ci toccherà vedere anche questo bene finire in mani private, con ulteriori pesanti conseguenze sulla bollettazione e un totale disinteresse a gestirlo in maniera oculata?
Da parte nostra, siamo determinati ad aprire un confronto costante con i cittadini, le associazioni, i movimenti politici e sindacali attivi sul territorio. Intendiamo offrire da subito momenti di dibattito pubblico finalizzati all'elaborazione di una chiara proposta di Sinistra per Pavia, che veda la politica di valori quali l'uguaglianza e la solidarietà primeggiare. Vogliamo ridare alla parola «comunità» sicurezza sociale ed economica, fiducia nell'avvenire, che possa cancellare vergogna e paure.
Martina Sollazzisegretaria cittadina Pdci Pablo Genovasegretario cittadino Prc