Il misterioso manoscritto dello scienziato Cardano


di Maria Sorce
Il proprietario della libreria di Pavia trovò la lettera la mattina del 7 luglio. Stava per cestinarla, ma fu incuriosito: era scritta a mano e con un inchiostro grigiastro. La grafia era strana e irregolare, ma più strane erano le frasi contenute. L'autrice, il nome nella firma era femminile, scriveva da Rivanazzano e si definiva una 'sensitiva". Chiedeva urgentemente un appuntamento e lasciava come recapito il numero di cellulare. Affermava di essere in possesso di un'informazione ottenuta durante un incontro notturno con una persona del passato. Il libraio, appassionato di scienze, odiava chi si dichiarava in contatto con il soprannaturale. Tuttavia, lo scritto lo incuriosiva e decise di telefonare.
Rispose un ragazzo che gli passò subito la madre. La voce della donna era squillante e giovanile. Fissarono un appuntamento. Alle 15.30 del giorno dopo la misteriosa 'mamma sensitiva" era nelo studio del libraio. Agitatissima, cominciò subito a raccontare la sua storia.
Quindici anni prima aveva deciso di cambiare lavoro e aveva visitato un negozio nella via della libreria. Durante le notti successive aveva avuto continuamente incubi. In quello più vivido un personaggio vestito con abiti cinquecenteschi affermava che nulla di buono le sarebbe venuto dalla nuova attività: anzi sarebbe andata in rovina. Il personaggio mostrava poi uno scantinato, proprio sotto la libreria, dichiarando che vi era conservato un suo manoscritto molto prezioso. Non doveva cercarlo subito perché l'avrebbe ritrovato solo dopo la morte di cinque familiari e di un caro amico dalla lunga barba. La donna non aveva cambiato lavoro, ascoltando il consiglio del visitatore notturno. La persona che aveva iniziato l'attività al posto suo era veramente andata in rovina. Raccontò poi di avere quasi dimenticato l'ultima parte della predizione, anche se in successione erano morti suocera, tre zii e il cognato. Ora, però, era morto un amico dalla lunga barba brizzolata. Ecco il motivo di tanta agitazione: era convinta che il visitatore notturno fosse lo scienziato Cardano. Egli aveva dedicato un importante testo all'interpretazione dei sogni, e aveva acquistato una casa proprio dove si trovavano in quel momento.
Il librario aveva ascoltato la storia con un certo scetticismo. L'aspetto della 'sensitiva", piuttosto comune per la verità, non gli faceva però sospettare alcuna truffa. Decise di darle retta e, aiutato da un comemsso, cercò le chiavi della cantina. Appesero sulla porta un bel cartello di scuse per i clienti e scesero.
La donna li dirigeva sudando copiosamente e continuando a mormorare «E' tutto come nel sogno...». Una volta giunti nel luogo indicato, la 'sensitiva" si avvicinò a una delle pareti e cominciò a toccare i mattoni. Il libraio stava cercando di ricordare a quando poteva risalire l'ultimo restauro del fabbricato. Ora c'era un grande silenzio e tra le mani della donna era spuntato un rotolo cartaceo polveroso. Il manoscritto esisteva. Il libraio, il commesso e la 'sensitiva" ritornarono al negozio. Cercarono di esaminare meglio il rotolo. Si accordarono di incontrarsila settimana successiva. Nel frattempo il libraio avrebbe contattato un professore dell'Università per un consiglio.
La donna accettò, anzi sembrò sollevata nel sentire che del manoscritto si sarebbe occupato un esperto. Dopo qualche giorno il libraio cercò di parlarle chimandola al numero che si era segnato, ma nessuno gli rispose.
Ritentò senza fortuna nei giorni successivi, anche perché, secondo l'esperto, il rotolo conteneva effettivamente un insieme di scritti del Cinquecento.
Si rivolse ad un impiegato del Comune di Rivanazzano, suo lontano parente, per sapere se la donna vi risiedeva. Proprio allora scopri che vi aveva abitato fino al 6 luglio. Quel giorno, mentre tornava dall'Iper di Tortona con il figlio, era inspiegabilmente uscita di strada con la sua utilitaria. Entrambi erano deceduti.