Molestie, ex marito arrestato

TORTONA.Un tortonese molestava telefonicamente la ex moglie.
Ed è stato arrestato. E' il primo caso alessandrino di «stalking», il nuovo reato introdotto nel codice penale il 23 aprile scorso. Nei guai è finito Marco Mastarone, 40 anni, residente in città che è finito in carcere per un provvedimento emesso dalla procura della Repubblica di Tortona.
Secondo l'accusa, l'uomo, avrebbe più volte e pesantemente molestato l'ex moglie. Sulla vicenda per ora vige il massimo riserbo da parte dei carabinieri della Compagnia di Tortona che hanno proceduto all'arresto dell'uomo nei giorni scirsi.
I contorni del caso sono tutti da chiarire. Da quanto però è trapelato in città, la donna si sarebbe rivolta all'autorità giudiziaria dopo aver subito da parte dell'ex compagno una ossessiva sequenza di telefonate minacciose.
Da qui il contesto penale del caso destinato a creare un importante precedente: il reato di violenza privata, già previsto dal codice penale, sarebbe stato proseguito nel tempo fino a provocare nella vittima tortonese un forte stato di ansia e di paura.
Si sarebbe cosi configurato il nuovo reato di stalking. E' probabile, ma non ci sono conferme in tal senso, che dopo la presentazione dell'esposto in procura a Tortona, si sia proceduto da parte dell'autorità giudiziaria a mettere sotto sorveglianza il telefono della donna tortonese riuscendo cosi a raccogliere prove ritenute inequivocabili dagli inquirenti sulle responsabilità di Mastarone.
Cosa dice la legge.L'arresto a Tortona si sarebbe dunque mosso sullo sfondo del nuovo giro di vite penale nei confronti di chi mette in essere atti persecutori anche e soprattutto telefonici nei confronti di persone con cui l'accusato ha intrattenuto rapporti affettivi. Nel dettaglio, all'articolo 612 sulla violenza privata è stato aggiunto il 612.bis (Atti persecutori) che recita: «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque reiteratamente, con qualunque mezzo, minaccia o molesta taluno in modo tale da infliggergli un grave disagio psichico ovvero da determinare un giustificato timore per la sicurezza personale propria o di una persona vicina o comunque da pregiudicare in maniera rilevante il suo modo di vivere, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da sei mesi a quattro anni».
E ancora: «La pena è aumentata fino a due terzi se il fatto è commesso da persona già condannata per il delitto di cui al primo comma. La pena è aumentata fino alla metà e si procede d'ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore ovvero se ricorre una delle condizioni previste dall'articolo 339. Si procede altresi d'ufficio se il fatto è commesso con minacce gravi ovvero nei casi in cui il fatto è connesso con altro delitto per il quale è prevista la procedibilità d'ufficio». Fin qui si esprime il codice nei confronti di chi molesta con il telefono, è da capire ora quali sono gli addebiti che sono contestati al Mastarone.