Fini: troppi decreti, il governo rispetti il parlamento
ROMA.«Il governo deve rispettare il Parlamento, consentendogli di esercitare il suo potere di controllo». Gianfranco Fini traccia il bilancio del primo anno di legislatura e torna sul problema di come garantire l'equilibrio tra ricorso ai decreti da parte del governo e la possibilità di intervento del Parlamento, preclusa in caso di maxiemendamenti coperti dalla fiducia. Ma l'Italia dei valori con Massimo Donadi lo attacca: «Le parole di Fini sono di una colossale ipocrisia, le mezze verità pronunciate dal presidente della Camera sono uno straordinario atto di faziosità politica». E va giù pesante anche Antonio Di Pietro. «Il presidente della Camera si sta comportando come il medico del Pronto soccorso: fa la diagnosi, ma si dimentica che è sempre lui a dover prescrivere la terapia», dice. Per Di Pietro «è necessario che Fini riacquisti il suo ruolo e il suo prestigio per ridare dignità alla Camera dei deputati». Immediata la replica del Pdl. «Idv è alla ricerca ossessiva dello scontro politico», dichiara Fabrizio Cicchitto.
Il presidente della Camera, ricorda che il problema della ricorso esagerato ai decreti non nasce oggi. Ma ciò non toglie che «nessuno da parte del governo possa pensare di non doversi confrontare con il Parlamento», né di poter «esautorare il Parlamento dal diritto-dovere di controllare».
Lega e Pdl chiedono modifiche al regolamento della Camera per garantire più efficienza ai lavori. Prudente la reazione del Pd. «Ci auguriamo che il presidente della Camera usi tutte le sue prerogative per difendere il sistema parlamentare», dice Dario Franceschini. Il segretario del Pd aggiunge che: «ormai il modo di fare le leggi è un modo intollerabile che sottrae ogni forma di controllo da parte del Parlamento». Più critico Pierluigi Bersani, candidato alla segreteria del Pd. «Vanno bene gli appelli, ma il quadro è squadernato». (m.b.)