Commercio, la guerra dei colossi


di Stefano Romano
VOGHERA.«La città è circondata da enormi poli commerciali che crescono giorno dopo giorno. E nei paesi della cintura sta diventando difficile perfino comprare il pane perchè i piccoli negozi non hanno margini di sopravvivenza».
Confesercenti lancia l'allarme per la sopravvivenza di negozi e mercati, proprio mentre attorno a Voghera accelerano i lavori per costruire nuovi poli di media e grande distribuzione e per ampliare quelli già esistenti.
E proprio mentre stanno per arrivare i fondi in aiuto dei negozi di vicinato chiesti alla Regione nell'ambito dei piani per i distretti commerciali. «Che senso ha sponsorizzare i centri commerciali - attacca Confesercenti - se poi si lascia il campo aperto ai colossi che attirano la gente lontano dai centri storici?»
La conferma che il territorio d'Oltrepo sia ormai saturo arriva in qualche modo anche dal direttore dell'Iper di Montebello, Vanni Corbonese, che conferma: «Ormai anche i grandi risentono della concorrenza degli altri grandi».
Ma cosa sta succedendo attorno a Voghera? Perchè l'asse della via Emilia anche in tempi di crisi, resta cosi appetibile per i grandi gruppi, nazionali e internazionali, del commercio?
«E' una domanda che ci poniamo da anni e che ancora non ha una risposta - taglia corto il portavoce di Confesercenti per l'Oltrepo Graziano Tagliavini -. I dati di tutte le maggiori società demografiche dicono che l'area tra Milano e Piacenza è quella con la maggior concentrazione di poli di grande distribuzione. Eppure tutti i Comuni continuano a firmare senza problemi permessi a costruire nuove strutture commerciali, o ampliare quelle esistenti. E questo nonostante l'assessore provinciale alla partita Angelo Ciocca abbia spedito a tutti i Comuni una lettera con cui chiede una moratoria dei permessi in attesa che Piazza Italia approvi il nuovo pino commerciale. Il vero problema è che i i grandi gruppi cercano di accaparrarsi tutti gli spazi disponibili, e i Comuni ne approfittano per fare cassa con gli oneri di urbanizzazione».
La situazione deve essere davvero pesante se perfino il direttore di un colosso come l'Iper di Montebello ammette che «Ormai la concorrenza è spietata e tutti i grandi gruppi si battono per accaparrarsi nuove fette di mercato».
Chi c'è già lotta per crescere, e chi non c'è si fa avanti per crescere.
L'area ex Colussi prorpio di fronte alla città commerciale di Monebello è l centro della più grande operazione immobilioare degli aultimi decenni: gli addetti ai lavori dicono che l'intero complesso sia stato ceduto ad una società immobiliare milanese per qualcosa come 8 milioni di euro.
Immediatamente di fronte, lungo la Bressana-Salice, sono già iniziati i lavori per realizzare proprio di fronte alla Combipel un nuovo polo commerfciale. Stesso scenario a poche centinaia di metri di distanza, lungo la strada per Voghera, dove le ruspe hanno già finito di spianar il terrenop in quella che deve diventare la città commerciale 'Voghera Est". Ancora, e ancora poco distante: tra Voghera e Codevilla, proprio di fronte al polo delle sorelle Ramonda appena terminato, la chiusura del 'Thunder road", storico locale di musica dal vivo, apre le porte ad una operazione commerciale che prevede l'ampliamento dei capannoni esistenti. Più vicino a Voghera, sulla rottoria di campoferro, a breve inizieranno i lavori per lo sbarco di Decathlon, colosso degli articoli sportivi. E a Casei sono già avanzati i lavori per un colosso delle auto aziendali.
Ma quali sono gli spazi per la grande distribuzione? I dati di un dossier commissionato dal Comune di Voghera ad una società specializzata (nelle tabelle in testa alla pagina) lasciano poco spazio alle incertezze: la gente preferisce comprare abiti, calzature e generi di lusso in città, ma per tutto il resto si dirige al centro commerciale.