«Miracoli? Non so, ma sono guarito»
GARLASCO. Poco importa che l'Asl non abbia ancora ultimato le analisi sulla salubrità dell'acqua 'che guarisce". Alla cascina Prevosta di via Cà Bassa, alle Bozzole, prima delle 8 qualcuno è già appostato davanti al cancello della proprietà di Ivo Pignatti. Che arriva poco dopo da Vigevano, dove abita e lavora come commerciante. Da quel momento inizia il via vai.
Arrivano dieci, venti, quaranta persone in meno di un 'ora da tutta la provincia. La costante sono i contenitori da riempire, meglio se due o tre taniche a testa sommate a qualche bottiglia, «perché io devo accontentare sei persone», spiegava ieri un signore sulle sessantina davanti al pozzo, intento a non perdere nemmeno una goccia dalle presunte proprietà curative.
Una processione che sfida la calura d'agosto, mentre il signor Ivo, energia da vendere nonostante i suoi quasi 80 anni, resta defilato in veranda, al massimo dà indicazioni sui posteggi liberi e offre un paio di sedie all'ombra.
Non chiede un soldo. Ieri ha persino parlato con una troupe televisiva, ormai consapevole di essere al centro dell'attenzione non solo locale. «Non voglio sentir parlare di miracoli - ripete fino allo sfinimento mentre i 'pellegrini" sfilano - aspettiamo che l'Asl ci dia l'esito dei controlli. Se fa bene, ben contento».
Dell'acqua che zampilla dalla risorgiva a fianco della sua cascina, un baracca oltre la provinciale per Vigevano, si dice guarisca dalle malattie: tanti problemi di pelle, dalle allergie alla psoriasi, fino a patologie molto più serie. Il pensiero va alla donna di Vidigulfo che ad aprile costrui l'altarino dedicato alla Madonna alla sinistra dell'ingresso, come spiega Ivo Pignatti: «Mi ha detto che con quest'acqua bagnava le labbra al marito malato di tumore al polmone, già in metastasi». Pare che l'uomo sia stato meglio.
Tra i primi a varcare il confine della Prevosta, una coppia di pensionati da Sairano. «Sono qui perché grazie all'acqua mi è sparito l'herpes a un occhio - racconta sottovoce Piero -. Ero in ospedale: facevo gli impacchi di nascosto». La moglie Rosa è una devota di Maria e crede nella grazia ricevuta. «Vado a Lourdes tre volte l'anno», precisa lei.
I visitatori si dividono tra chi attribuisce all'acqua della Prevosta un potere divino e chi invece non si pone affatto il problema.
Due uomini sui sessant'anni da Vigevano - in tutto dieci bottiglie e quattro taniche - parlano per tutti. «Un'amica di famiglia è guarita dalla psoriasi - racconta uno -: non mi interessa né il perché né il percome». Idem per una coppia di Bereguardo in viaggio per il mare. «Abbiamo saputo ed eccoci qua: meglio berla, non si sa mai».
Tutto mentre si attendono per la prossima settimana i risultati dei controlli sulla potabilità chiesti dal Comune all'Asl di Pavia.
Intanto, il pellegrinaggio alla fonte di cascina Prevosta e le presunte proprietà 'miracolose" non hanno determinato reazioni dalla Curia vigevanese. Monsignor Emilio Pastormerlo, portavoce del vescovo Claudio Baggini, non ha espresso commenti sulla vicenda, ma ha invitato alla prudenza prima di parlare di miracolo.
Simona Bombonato