Filippi vuole pure l'oro negli 800
ROMA. Alessia Filippi sulle orme di Federica Pellegrini. La veneta ha vinto 400 e 200, la romana vuole aggiungere l'oro mondiale negli 800 a quello dei 1.500 che ha già. La Filippi si è qualificata per la finale di oggi con il quarto tempo, come accadde nei 1500. Il suo 8'24"03 non autorizza a voli pindarici visto che la Adlington è in pole con 8'20"53, ma la determinazione non le manca. «Sarà più difficile dei 1500 - ha detto la romana - ma voglio vincere anche questa medaglia».
La staffetta azzurra 4X200 timbra il nuovo primato nazionale in 7'03"48 (7'05"35 il precedente) ma chiude sesta. «Sono distrutto - racconta Filippo Magnini - . A un certo punto eravamo terzi e ho dato l'anima, ma non è bastato». Mondiale amaro per l'ex bi-iridato pesarese, che non si è nemmeno qualificato per la finale dei 100 sl, come già accaduto a Pechino. «Dopo l'Olimpiade potevo smettere, nuotare a buon livello o nuotare per vincere - spiega - . Ho scelto di nuotare per vincere e a settembre ricomincerò ad allenarmi. Voglio fare meglio i 200 e riprendermi il mondiale nei 100».
L'oro della staffetta va agli Usa in 6'58"55, il sesto record mondiale della giornata, il 35esimo di una rassegna che continua ad abbattere muri anche per l'utilizzo dei costumi high-tech. Costume che invece ha tradito Loris Facci nella finale dei 200 rana. L'azzurro, ottavo (2'10"26), ha pagato il cambio del costume: «Hanno voluto farmi provare il Jaked, io non volevo e sono stato di due secondi più lento - sbotta - . Me lo sentivo troppo stretto sulle spalle, non riescivo a nuotare».
Per il resto, imprese con gli ori conditi di record: la tedesca Britta Steffen nei 100 sl (52"07), lo statunitense Aaron Peirsol nei 200 dorso (1'51"92) e il serbo Milorad Cavic nei 100 farfalla (50"01). Nei 50 farfalla l'olandese Magdalena Veldhuis fa 25"28 nella prima semifinale e la svedese Therese Alshammar 25"07 nell'altra.