«E ora quelle ragazze dove andranno a partorire?»


di David Fiesoli
PRATO. I bambini, i giovani, le donne. A loro pensa Pamela Villoresi, perchè, quando i diritti subiscono restrizioni, alla fine chi ci rimette maggiormente sono i più deboli.
L'attrice pratese commenta con amarezza il cosiddetto pacchetto sicurezza che entrerà in vigore l'8 agosto e che, tra le altre cose, introduce anche l'obbligo di mostrare il documento di soggiorno per compiere qualunque atto di stato civile. Compresa la registrazione dell'atto di nascita di un bambino. Risultato: una madre che, senza permesso di soggiorno, partorisca in un ospedale italiano potrebbe vedersi sfilare il figlio dai servizi sociali, perchè non in grado di registrarlo e di riconoscerlo. Bambini alla mercè, e a Prato è già allarme: nei primi mesi del 2009 sono stati oltre 400 i bambini nati da donne senza permesso di soggiorno.
E' proprio l'attrice pratese Pamela Villoresi, reduce da una tourneè con le Baccanti di Van Hoecke e in agosto a Udine con 'Il salotto parigino di Rossini", a commentare duramente: lei, che ha una figlia adottiva che viene dall'India, e adesso naturalmente è italiana a tutti gli effetti, trova gravissimo che un neonato possa venire privato dei suoi veri genitor contro il loro volere, e aggiunge: «Le donne incinte senza permesso di soggiorno dove andranno a partorire? Avranno paura, diserteranno gli ospedali. Scoraggiare cosi l'ospedalizzazione è gravissimo, si mette a rischio la vita del bambino oltre a quella della madre. Altro che sicurezza. Possibile che si torni tanto indietro? A tutte le donne dev'essere consentito di partorire in anonimato». Pamela Villoresi riflette sulle incongruenze: «Un ragazzo nato e cresciuto in Argentina può votare per le politiche perchè ha il nonno italiano, e invece un bambino che nasce qui rischia di essere tolto ai genitori».