Afghanistan, tregua armata con la Lega


di Gabriele Rizzardi

ROMA.Tregua armata tra Pdl e Lega sulla missione italiana in Afghanistan. Indispettito dalle parole di Bossi, che anche ieri ha confermato la sua contrarietà alla permanenza dei militari italiani salvo poi precisare che comunque si «adeguerà» alle decisioni della maggioranza, Silvio Berlusconi prova a gettare acqua sul fuoco e annuncia che il governo «non cambia linea». «Quella di Bossi è stata solo una battuta detta cosi, ma non c'è nulla. Il provvedimento è stato già votato dalla Camera all'unanimità e il governo non cambia linea. Capisco che voi dovere riempire le pagine dei giornali ma questa è aria fritta...» assicura il premier, che in giornata incontra Bossi ma non dice nulla sul contenuto del colloquio.
Poi, in serata, a confermare che i distinguo della Lega non influiranno sulle scelte del governo è anche il ministro della Difesa. Ignazio La Russa si presenta a Montecitorio, come chiesto dall'opposizione, per una informativa sulle missioni militari italiane. E, davanti ai deputati del Pd e dell'Idv e dell'Udc che accusano il governo di non dare certezze ai militari italiani, assicura che nulla è cambiato. «Le linee strategiche sono state definite in pieno accordo dal consiglio dei ministri. La missione italiana è irrinunciabile e imprescindibile», dice il ministro della Difesa, che annuncia l'invio in Afghanistan di altri due elicotteri d'attacco Mangusta e fa sapere che autorizzerà i Tornado a sparare per «coprire» gli uomini impegnati nelle operazioni sul terreno.
Il governo rischia? Difficile immaginarlo anche perché il voto del Senato sul decreto che rifinanzia le missioni è slittato ad oggi o domani e Bossi non sembra intenzionato a fare marcia indietro. «La missione in Afghanistan costa moltissimo, comincia a fare troppi morti, e non è cosi facile portare la democrazia. Berlusconi ci crede ma è un idealista. Lui pensa che si possano portare anche le donne al voto ma io» precisa il leader della Lega «vedo le donne col burka e penso che sia solo un'illusione. Non si può pensare che la democrazia arrivi cosi facilmente». Il Carroccio, insomma, non sembra disposto a mollare e la conferma arriva anche dalla deputata Manuela Del Lago: «La Lega non si sfila ma intende aprire una riflessione».