E' UN PRIMO PASSO


di Antonio Majocchi
Segue dalla prima pagina
Un complesso che spazia dall'aumento dei rimborsi per gli obbligazionisti della vecchia Alitalia, alla lotta ai paradisi fiscali fino a norme specifiche che prevedono nuovi fondi per il progetto del ponte sullo Stretto o l'istituzione di un contributo annuo fisso a favore dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Per districarsi in questa giungla di disposizioni conviene distinguere quelle norme che hanno carattere congiunturale, e che sono quindi volte a mitigare gli effetti negativi della crisi, da quelle che invece affrontano nodi di carattere strutturale.
Nella prima categoria rientrano quelle misure a carattere sociale volte a favorire l'assunzione dei precari e a finanziarie la cassa integrazione. In questo modo il governo intende sostenere il reddito di coloro che hanno perso il posto di lavoro e che, secondo stime recenti, potrebbero essere nel solo 2009 circa 300.000 persone.
Nella stessa direzione si muovono altre misure, quali ad esempio la norma che prevede la stipula di contratti di solidarietà per i lavoratori che hanno perso reddito a seguito della riduzione di orario. L'obiettivo è aiutare quei lavoratori che, pur non perdendo il posto, hanno subito una forte contrazione dei redditi a causa del minor numero di ore lavorate. Si tratta di alleviare un fenomeno nuovo rispetto alla classica disoccupazione e che è dovuto alla diffusione di forme di lavoro flessibili e part-time.
Accanto a queste misure sociali ci sono poi norme che cercano di incentivare la domanda pubblica, allentando i vincoli agli enti locali che presentano bilanci virtuosi, e quella privata. A questo riguardo il decreto prevede la detassazione degli utili delle aziende reinvestiti in macchinari in modo da incentivare gli investimenti e quindi, si spera, la ripresa. Queste misure sono in gran parte condivisibili ed è un peccato che sia mancato in Parlamento un costruttivo confronto che avrebbe potuto migliorare il provvedimento. Un discorso differente meritano le norme relative a questioni strutturali e di grande importanza, quali ad esempio quelle relative al settore dell'energia o quelle, poi in parte ritirate dal governo, sulle banche. In questo caso l'obiettivo era contenere i costi per consumatori e imprese. Questi obiettivi si perseguono tuttavia, non con norme di dettaglio e una tantum, ma con riforme strutturali e condivise che permettano al paese di essere meglio attrezzato ad affrontare le sfide che l'attendono non solo nei prossimi mesi ma anche nei prossimi anni.