Roghi domati, resta l'emergenza
ROMA. Le fiamme hanno divorato migliaia di ettari di vegetazione in Sardegna dove la situazione ieri era sotto controllo ma l'emergenza resta alta in gran parte dell'Italia dove sono scoppiati ben 37 roghi. Nelle Marche gli incendi stanno divampando mettendo a rischio il Monte Conero.
Focolai e roghi si registrano anche in Calabria, Campania, Puglia, Abruzzo e Umbria.
A Reggio Calabria si sono sviluppati 4 incendi e 3 a Cosenza. Mentre è allarme per la calura con la temperatura che in certe zone della Sicilia, complice lo scirocco, ha toccato i 47 gradi.
Resta comunque la Sardegna la regione più devastata dal fuoco. Uno scenario apocalittico che si estende per chilometri. Le zone più colpite vanno da Sassari alla Gallura e Oristano. Secondo il Corpo forestale regionale sono andati in fumo almeno 15mila ettari di vegetazione. La maggior parte degli incendi è stata domata ma l'allerta resta alta. Placato lo scirocco ora si teme l'arrivo del maestrale. La giunta regionale, guidata dal presidente Ugo Cappellacci, ha chiesto al governo il riconoscimento dello stato di calamità e uno stanziamento straordinario di 80 milioni di euro per i danni.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha annunciato di volersi recare al più presto in Sardegna. Le zone a rischio restano nel Logudoro, nella Sardegna nordoccidentale, tra i comuni di Sindia, Semestene e Pozzomaggiore, dove l'altro giorno sono morti l'allevatore Mario Piu, 58 anni, rimasto carbonizzato mentre scappava dalle fiamme e un altro allevatore, Antioco Serra, 57 anni.
Migliorano un po' le condizioni in Gallura, dove sono stati impegnati numerosi mezzi per l'attività di spegnimento dei roghi. Nel Sassarese è stata riaperta la statale 131, rimasta bloccata per ore nel tratto fra Codrongianus e Silgo, ma molte squadre anticendio sono rimaste impegnate fino a tarda sera nelle campagne di Muros, Cargeghe, Ploaghe e Ardara. Sono due i fattori che possono rappresentare un pericolo ulteriore: il permanere del caldo e il vento. «A Cagliari la colonnina di mercurio è salita a 37 gradi, ad Oristano e nel sassarese presto si supereranno i 40 gradi», ha spiegato il direttore regionale dei vigili del fuoco, Sergio Mistretta, «e dunque possono scoppiare altri incendi e provocare altri danni. I residenti non corrono rischi perché i paesi non sono minacciati dalle fiamme. In caso di incendio i turisti invece devono stare in spiaggia: è il luogo più sicuro». Secondo fonti della Regione Sardegna ci sarebbero dei sospetti sul divampare del fuoco: «Pare che ci sia una strategia dietro agli incendi visto che non si capisce come sia stato possibile che i roghi siano scoppiati contestualmente».
E non mancano le polemiche per i ritardi dei soccorsi. «Non mi risulta che si sia stato alcun ritardo nelle comunicazioni tra noi e la Protezione civile - ha spiegato Cappellacci - avevamo nove Canadair in azione e io stesso ho chiesto altri aerei dalla Corsica». In tutta l'isola sono impegnati 1.500 uomini, fra vigili del fuoco, corpo forestale e volontari. Ai sette Canadair in azione ieri se ne sono aggiunti altri quattro.
Roberta Rizzo