In testa c'è Trento, ultima Macerata

ROMA.L'Università di Trento e i politecnici di Milano e di Torino sono fra le Università migliori in Italia. Cosi comincia la classifica degli atenei più virtuosi sulla base di nuovi criteri di valutazione approvati oggi dal Consiglio dei ministri. Trento, ad esempio, pur essendo un piccolo ateneo, è riuscito meglio di ogni altro a intercettare, attraverso propri progetti, i finanziamenti europei e incasserà quest'anno il 10,69% di finanziamenti in più, 6 milioni extra.
Subito dopo si sono piazzati i Politecnici di Milano e di Torino che se se la sono cavata egregiamente su più fronti: didattica, ricerca, capacità di autofinanziarsi, buone valutazioni degli studenti, processi formativi positivi (numero di docenti adeguato in rapporto al numero degli studenti), presenza di molti progetti assegnati dal Programma Nazionale di Ricerca. Molte le Università del Centro-Sud promosse: Roma «Tor Vergata», l'Università di Chieti e Pescara, l'Università della Calabria, l'Università Politecnica delle Marche, l'Ateneo della Tuscia, il Politecnico di Bari e l'Università del Sannio di Benevento. Un altro drappello di atenei ha invece ottenuto meno finanziamenti perchè al di sotto degli standard qualitativi previsti. A guidare gli «inadempienti» è l'ateneo di Brescia e tra quelli che dovranno rimboccarsi le maniche ci sono anche due atenei della Capitale come La Sapienza e Roma Tre e le università napoletane (Parthenope, prima e seconda università, Orientale). In fondo alla classifica si piazzano, a pari demerito (-3% di finanziamenti ricevuti in base ai nuovi criteri), Messina, Palermo, Foggia e Macerata. L'erogazione dei finanziamenti alle Università di Trieste, Firenze e Siena è, invece, stata sospesa dal ministero in attesa della presentazione di un piano finanziario di risanamento dei bilanci che attualmente risultano in rosso.
Rispetto alle risorse premiali, oltre a Trento che ottiene 6 milioni di euro in più, il Politecnico di Milano ne avrà 8, Bologna 5, Padova 4. A Foggia invece viene tolto un milione, a Macerata meno 1,13 milioni.
I criteri adottati per la valutazione hanno fatto riferimento, per la qualità della ricerca, a parametri internazionali, al numero di ricercatori e docenti che hanno partecipato a progetti di ricerca italiani valutati positivamente, alla capacità di intercettare finanziamenti europei per la ricerca. Per la qualità della didattica, si è tenuto conto della percentuale dei laureati che trovano lavoro a tre anni dalla laurea, ai corsi svolti con propri insegnanti e non docenti esterni, al numero di esami svolti dagli studenti, alla soddisfazione degli studenti.
Ma i rettori «bocciati» sono già sul piede di guerra. Quello di Roma Tre, Guido Fabiani, ritiene che il meccanismo messo in atto «non sia adeguato». Quello di Foggia, Giuliano Volpe, lamenta che «cosi ci mettono in crisi completa». Smentisce poi che l'università di Trieste «abbia i conti in rosso» il rettore Francesco Peroni e per quello di Firenze, Augusto Marinelli, la valutazione è «errata».
Fuori dal coro il rettore di Siena Silvano Focardi per il quale il ministero ha agito «correttamente». (m.v.)