Condanna a quattro anni per il falegname


di Maria Fiore
BELGIOIOSO.La sua falegnameria, a Belgioioso, era conosciuta da molti. Realizzata quaranta anni fa, nel 2000 era stata travolta dai debiti ed era fallita. Ma i guai, per il titolare, non erano finiti.
Antonio Tarzia, 62 anni, originario di un paese in provincia di Catanzaro, ma da decenni a Belgioioso, si è trovato a dover rispondere di bancarotta fraudolenta ed è stato condannato, dal collegio dei giudici, a quattro anni di reclusione. La pena è stata condonata solo per due anni e 10 mesi.
La vicenda risale a sette anni fa, quando la ditta, che è senza dipendenti e collaboratori, si trova sommersa dai debiti. Quasi due miliardi di vecchie lire. Un buco nato anche dalle difficoltà economiche relative a un'altra società, fondata con la moglie, che si occupa di compravendita di case. Gli affari hanno subito qualche contraccolpo, e le conseguenze si fanno sentire anche sulla falegnameria. E' questa la versione fornita dallo stesso imputato in udienza. Racconto di cui i giudici hanno tenuto conto per la concessione delle attenuanti.
I debiti comunque si risolvono nel fallimento. Ed è qui che nascono i problemi. Perché il curatore si trova a dovere fare i conti con parecchie lacune. Manca il libro giornale e le scritture contabili sono state tenute in modo da non consentire la ricostruzione del patrimonio. In più la Finanza trova a casa dell'imputato fogli e appunti su cui sono stati annotati importi pagati dai clienti e non fatturati. Una cifra che ammonta a circa 188mila euro. Rientrano, nel patrimonio occultato al curatore, anche una casa e del denaro ereditato da un parente. Per giudici la condanna è inevitabile. Il titolare non potrà, per dieci anni, avere altre attività commerciali.