Caselli: «Un episodio da non sottovalutare»

VIGEVANO. «Mai sottovalutare certi episodi». Giancarlo Caselli, procuratore generale di Torino, ospite ieri sera della Festa in Comune, commenta cosi l'intimidazione all'assessore Giuseppe Giargiana.
A Vigevano l'assessore comunale all'urbanistica Giargiana meno di un anno fa ha ricevuto due pallottole calibro 9 per posta, l'altro ieri gli è stata incendiata l'auto sotto casa...
«Naturalmente non posso entrare nel merito di una vicenda che non conosco. Ma questi sono fatti che non si possono sottovalutare. Perché non ci sono zone franche, il Nord non lo è: è una cosa incontrovertibile che la mafia finisca per riciclare i proventi illeciti là dove circola più denaro e dove, appunto, il denaro sporco sarà meno facile da scoprire».
Perché la guerra contro la mafia non è stata vinta?
«La mafia non è stata sconfitta perché c'è un impasto con pezzi, sottolineo pezzi, della politica, dell'economia, della società, delle istituzioni. Pezzi che tengono, con la mafia, quelle che tecnicamente vengono chiamate relazioni esterne. Sono vere e proprie collusioni che impediscono di vincere questa guerra, di vincere la guerra contro la mafia».
E' andata meglio con il terrorismo. Perché?
«Perché il terrorismo, dopo un iniziale sbandamento, è stato vissuto, da tutto il Paese, come qualcosa di estraneo al vivere civile, come un intollerabile imbarbarimento. Il terrorismo apparve quasi immediatamente altro da noi, di qui il rigetto, il rifiuto che ha permesso di sconfiggerlo, di batterlo».
Caselli, alla Festa in Comune organizzata dalla Barriera, ha presentato il suo ultimo libro 'Le due guerre" (edito dal Melampo, postfazione di Marco Travaglio), sottotitolo: 'Perché l'Italia ha sconfitto il terrorismo e non la mafia". (p.a.v.)