Uccide l'ex amante e poi si suicida

SAVONA.La sua ossessione per quella donna di 30 anni più giovane, e la sua gelosia verso possibili rivali riempivano le pagine del suo diario. Un'ossessione che Roberto Tobia, 61 anni, ex imprenditore di Savona, annotava nei particolari. Con lei, Miriam Tambaro, 33, mamma di un bimbo di sei avuto da un matrimonio ormai finito, avrebbe voluto un rapporto «duraturo». Un sentimento incontrollabile che negli ultimi mesi aveva preso i contorni di una persecuzione e che di fronte ad un definitivo no della donna lo ha portato a sparare cinque volte, riservando l'ultimo dei proiettili per sè.
I corpi privi di vita sono stati trovati dal padre della donna, Salvatore Tambaro, sui sedili anteriori dell'auto di Tobia, nella tarda serata di lunedi, in un parcheggio davanti ad un autolavaggio poco distante dal pronto soccorso dell'ospedale San Paolo. Cosi sarebbero rimasti per oltre trenta ore.
Secondo i carabinieri l'omicidio-suicidio risalirebbe infatti al pomeriggio di domenica, quando le tracce dei due si perdono in quel punto, raggiunto dai due ognuno con la propria auto. Poco prima la donna, una bella ragazza con grandi occhi azzurri e capelli biondi, si era fatta tatuare una rosa sul fianco e presto sarebbe tornata, aveva detto, per aggiungere il nome del figlio. E' in questo negozio che il suo assassino l'aveva raggiunta. Dopo una notte di ricerche e di angoscia, consumata anche nei vari tentativi di ottenere una risposta sui telefonini che continuavano a squillare a vuoto, i genitori di Miriam lunedi mattina si sono presentati dai carabinieri per la denuncia di scomparsa.
Ai militari hanno raccontato di quel rapporto burrascoso tra la donna, commessa di un panificio, e l'ex grossista di carburanti, un uomo molto facoltoso che proprio non voleva lasciarla in pace, pedinandola, sottoponendola a continue pressioni, coprendola di regali e che pur di conquistarla si era dimostrato disponibile persino ad acquistare il negozio dove Miriam lavorava.