Visco: «La spesa pubblica è fuori controllo»
di Vindice Lecis
ROMA.«I dati di Bankitalia confermano che la spesa pubblica è fuori controllo senza aver provocato stimoli all'economia, aumenta l'evasione fiscale e il decreto anticrisi è, come diciamo noi di Nens, un'aspirina somministrata ad un paziente affetto da polmonite». L'ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco commenta con preoccupazione i dati diffusi dal Bollettino statistico della Banca d'Italia che certificano un debito pubblico da record e il calo delle entrate fiscali.
In tempi di crisi l'aumento della spesa pubblica è giustificato?
«Che il debito pubblico cresca in termini nominali è fisiologico. Il problema è che cresce in modo talmente robusto da apparire senza controllo anche per la ripresa di alcune spese».
Il decreto anticrisi accresce il problema?
«Non è una manovra ma solo spostamenti di risorse, tra l'altro assai modeste. Il problema è proprio questo: che il crollo delle entrate non viene giustificato dagli interventi anticrisi».
Come spiega il calo delle entrate e l'aumento dell'evasione fiscale?
«In Italia su questo versante le cose vanno peggio. Non si fanno più scontrini e fatture e il governo fa finta di nulla. E' uno dei modi, da parte della maggioranza, di allentare la pressione sui propri elettori».
E ora arriva anche lo scudo fiscale...
«Lo scudo fiscale è una delle cose più vergognose immaginate».
Il governo vuole ricavare qualcosa.
«Si tratta di un condono per chi non ha pagato le tasse e ha fatto frodi di varia natura. Evasione fiscale, riciclaggio dei proventi della criminalità e corruzione politica sono le fonti di questi capitali da far rientrare. Tra l'altro con un'aliquota bassa che non porterà risultati concreti ma conseguenze negative».
Quali?
«La cancellazione dei reati fiscali e l'allentamento delle regole. Ma anche l'aumento della bolla immobiliare: con i soldi riportati in Italia si faranno investimenti per la speculazione edilizia».
Perché il governo minimizza la crisi?
«Il governo sta cercando di convincere la gente che la crisi non c'è. Le misure che stanno per varare danno qualcosa a Confindustria, a parole dicono di contrastare i paradisi fiscali e le società off-shore ma poi imporranno la fiducia per far passare il condono fiscale».