Englaro: ora il registro

TORINO.Un registro comunale dei testamenti biologici per ribadire il principio del diritto di scelta riguardo ai trattamenti terapeutici e per lanciare un guanto di sfida verso la legge sulle cure palliative in discussione alla Camera. Ieri Mina Welby, vedova di Piergiorgio, e Beppino Englaro, padre di Eluana, due attivisti-simbolo della lotta per la libertà di scelta terapeutica che con le loro battaglie hanno scosso l'Italia, hanno presentato al Comune di Torino 2733 firme di altrettanti torinesi a sostegno della proposta di delibera per «un registro delle dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari». Un'«arma giuridica, e anche politica, per combattere questa cattivissima legge che è in discussione alla Camera», ha spiegato Welby. Le firme sono state raccolte nei mesi scorsi dall'Associazione radicale Aglietta e dalla Cellula Coscioni di Torino.
Nella Capitale, dove i Radicali avevano messo insieme 8mila firme in un mese, nei municipi di due quartieri è possibile depositare al costo di un euro il proprio testamento biologico. «Da marzo hanno già depositato il loro testamento 240 romani», ha raccontato Welby; lo stesso, prosegue, già accade a Pavullo, nel Modenese, a Quarto, in provincia di Napoli, e in alcuni comuni toscani. Questo documento, autenticato da un notaio, potrebbe essere impugnato dai parenti dei pazienti in stato terminale per stabilire la volontà del malato riguardo ai trattamenti sanitari. «Le nostre libertà fondamentali sono in pericolo, dobbiamo essere molto attenti nel difenderle. Non devono più esserci vittime sacrificali di Stato», ha dichiarato Englaro. (mi.ve.)