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VIGEVANO E L'OUTLET
Ma che fine ha fatto
la «foresta di pianura»?

Leggiamo l'articolo relativo allo «Outlet» di Vigevano, pubblicato il 10 luglio sulla Provincia pavese, e precisamente agli accertati effetti devastanti e sconvolgenti, illustrati dalla Vas, e che l'assessore Giargiana dichiara che verranno risolti e superati perchè «l'amministrazione comunale vuole l'Outlet».
Riteniamo che l'estensore della Vas sia incaricato dai cittadini per fare i loro interessi, fra cui quelli fondamentali per la salute e la qualità della vita, e non per farsi condizionare dagli amministratori nè soddisfare i loro desideri.
Si impongono pertanto alcune considerazioni, senza sottacere la soddisfazione che le nostre prime osservazioni in merito siano state in gran parte accolte nella Vas.
1) In consiglio comunale si è assistito a battaglie e recriminazioni per i giardinetti ed i parcheggi che alcuni condomini avevano o stavano «rubando» alla città.
Orbene, dal 2005 andavano acquisiti alla città ben mq. 294.700 di proprietà de «La Cassinetta spa» per la realizzazione di una «Foresta di Pianura» in corso Novara, e che risultano quindi «rubati» alla città stessa. Si vorrebbe sapere, dopo oltre quattro anni, a che punto è la pratica.
2) Se l'Amministrazione comunale vuole proprio realizzare un «Outlet», a parte le considerazioni sul merito della iniziativa, è proprio necessario localizzarlo in corso Novara, su di un territorio che la Vas definisce delicato e critico per innumerevoli e documentate ragioni?
Anche un profano comprende che qualsiasi intervento di «mitigazione» non avrà effetto alcuno sulle valanghe di Pm10 ed altri inquinanti che si abbatteranno sulla città portati dai venti dominanti che soffiano da Nord (si parla di circa 30/35.000 veicoli nei giorni di punta).
Perchè al dott. Bisogni non si chiede se sia possibile una diversa localizzazione, magari in relazione alla nuova autostrada Broni/Vercelli (casello di Mortara), nonchè al completamento del Vº lotto, e magari su terreni in parte comunali ed in parte di piccoli proprietari?
3) Che fine ha fatto la Consulta per l'ambiente? I soliti maligni pensano che verrà insediata quando non sarà più necessaria. Attendiamo dunque gli eventi.
4) Infine, lanciamo un appello al sindaco affinchè risparmi, e destini a fini sociali, gli euro 25.000 richiesti dallo studio Bacchiocchi per la valutazione ambientale della centrale elettrica.
Infatti il parere positivo è già stato dato a mezzo stampa, ed è stato molto istruttivo per noi ignoranti apprendere che le dimissioni della centrale non si assommano a quelle del termovalorizzatore, ma che queste ultime comprendono, sovrastano e neutralizzano quelle della centrale stessa.
Carlo Pizzisegretario del Partito socialista Vigevano

IL CASO FRASCHINI
Antonio Sacchi e il politico
molto navigato

A causa di un errore di battitura, nell'intervento dei consiglieri comunali di Pavia Boffini, Rognoni e Bottoni pubblicato ieri sul caso del Fraschini e di Antonio Sacchi, è stato scritto «negativo» anzichè «navigato» come riferimento a un politico (Ettore Filippi). Ci scusiamo con i diretti interessati e con i lettori.


TORRAZZA COSTE
La volpe investita
e il veterinario che non c'è

Accade che nella zona di Torrazza Coste degli amici trovino una volpe investita e lasciata agonizzante in mezzo alla strada. Tralasciando le considerazioni riguardo l'indifferenza del conducente del veicolo investitore (e di tutti coloro che transitavano...), la volpe ferita è stata caricata in auto da queste persone che si sono preoccupate di portarla dal più vicino veterinario per un primo intervento di pronto soccorso.
Non ci crederete ma a Casteggio, a Pavia e a Stradella, le cliniche veterinarie si sono rifiutate di intervenire. Già, perché la bestiola è un animale selvatico e spetta solo a chi è «abilitato» prenderla in carico (o alla Guardia Forestale che però aveva inserito un fax). Pazienza, se nel frattempo il «selvatico» muore dissanguato.
Signori veterinari, eravamo convinti che foste guidati, principalmente, dalla missione di salvare la vita ad un animale e, inoltre, di fornire aiuto a chi si è prestato a soccorrerlo. Ai regolamenti e alle convenienze economiche e burocratiche ci si pensa in seguito.
Alla faccia di quel «rispetto per la vita a qualunque creatura essa appartenga» che soleva ricordare il dottor Schweitzer.
Solo dopo tre ore di disperati tentativi, si è riusciti a trasportare la volpacchiotta da un veterinario abilitato, a Codevilla (dare subito questa indicazione invece di cacciare le persone?).
A proposito, la volpe ha riportato alcune fratture ma è fuori pericolo, in barba a chi non ha voluto aiutarla. Noi speriamo che situazioni del genere non accadano più.
Donatella Soldati e Paolo Fornellivia e-mail