Pavia affida la regia a Dagostino
di Sandro Repossi
PAVIA. Un altro colpo di Pavia. Il secondo in una settimana. Il mercato si ravviva e la Nuova, dopo l'ala Brett Winkelman, ingaggia Steve Dagostino. Il play americano, con passaporto italiano, arriva dal campionato ungherese: una strada che il presidente Gian Marco Bianchi ha seguito con successo anche in passato. Dagostino si è consigliato con Jeff Viggiano, che gli ha parlato benissimo di Pavia.
Pavia è riuscita a battere la concorrenza di altre società. Ieri mattina l'affare si è chiuso con la firma del giocatore.
Dagostino, 24 anni, è alto un metro e 83 centimetri e pesa 78 chili. Agli inizi della sua carriera, ha frequentato la Saint Rose University. Nelle sue due ultime stagioni di college ha collezionato queste cifre: nel 2006/07 ha realizzato 17 punti di media a partita (45.6% da due punti, 41.5 % da tre, 87 % ai liberi), recuperando 2.5 rimbalzi e distribuendo 4.8 assist; nel 2007/08 18.3 punti di media a partita (42.3 % da due, 39.4 % da tre, 88.8 % ai liberi), 3.2 rimbalzi e 5.9 assist.
Lo scorso anno è arrivato in Europa, disputando il campionato ungherese nella Società Debreceni con queste statistiche: una media di 16.2 punti realizzati a partita (59 % da due, 36 % da tre, 83 % ai liberi), 3.1 rimbalzi e 4.3 assist.
«Steve, vero playmaker dalla grande capacità offensiva - si legge nel comunicato diffuso ieri dalla Nuova Pallacanestro Pavia -, eccellente tiratore da 3 punti, mani velocissime, notevole visione del gioco, aggressivo in difesa, giocatore di grande energia».
Sulla carta sembra un elemento adatto al sistema di gioco di Walter De Raffaele: non resta che vederlo all'opera in campo.
«Cosi come era avvenuto anche per Winkelman, è una scelta condivisa con tutto lo staff tecnico ed il presidente Bianchi - sottolinea il coach livornese - Dagostino è un play che ha fatto molto bene nel campionato ungherese, un torneo che non sarà ancora tra quelli di prima fascia in Europa ma che è in continua crescita. E' un giocatore che fa della velocità e del tiro le sue armi migliori. Sa farsi valere anche difensivamente, mettendo pressione sugli avversari. Certo, è ancora giovane: l'ideale sarebbe mettergli a fianco un elemento più esperto per aiutarlo a crescere, ma anche per permettere ai due di giocare insieme».
«Si, speriamo di poter avere in organico anche un playmaker con una buona conoscenza della LegaDue - aggiunge il presidente Bianchi -: insieme a Dagostino potrebbe formare un'ottima coppia. Stiamo lavorando per questo obiettivo. Per il momento siamo soddisfatti di aver portato a Pavia un giocatore di talento, che, come altri che hanno fatto molto bene da noi, arriva dopo una positiva esperienza nel campionato ungherese».