Quattrocento medici in tribunale

PAVIA.Una carica di 400 medici specialisti e specializzandi pavesi ha depositato il proprio ricorso al tribunale di Pavia per vedere riconosciuto il proprio diritto a un' adeguata remunerazione mai concretizzata durante gli anni di specialità.
Ogni medico che si è specializzato dal 2000 a oggi infatti potrebbe ottenere in media 10mila euro per ogni anno di specializzazione arretrato, ovvero circa 40mila euro a persona dallo stato, colpevole di essersi adeguato in ritardo e in maniera infedele alle indicazioni europee.
Le prime udienze sono state fissate a novembre: «Si tratta di cause pilota - ha spiegato l'avvocato Maria Pia Taraso che patrocina l'azione collettiva con l'appoggio di Federspecializzandi -. In queste settimane altri specializzandi e specialisti di tutta Italia stanno depositando le loro istanze ma se il giudice pavese riterrà di intervenire, Pavia sarà la prima città in Italia a farlo».
Il ricorso discende dal fatto che l'Italia si è adeguata molto in ritardo alla direttiva comunitaria che conteneva le disposizioni per uniformare la posizione giuridica del medico nell'Unione Europea. Inoltre, una volta che si è provveduto a sanare la situazione, i diritti sono stati garantiti solo ai nuovi specializzandi titolari delle nuove borse di studio da 1.700 euro per 36 ore la settimana (che di fatto sono poi molte di più), escludendo di fatto quelli degli anni anche immediatamente precedenti.
Prima gli specializzandi erano inquadrati come studenti, ora hanno un contratto di lavoro vero e proprio stipulato tra la Federazione degli Specializzandi, l'Ordine dei Medici e il Ministero dell'Università e della Ricerca.
L'azione legale dei 400 pavesi è diretta contro lo Stato, la presidenza del consiglio dei ministri, tre ministeri (economia e finanze, università e ricerca, lavoro, salute e politiche sociali), regione Lombardia e Università di Pavia. Chi dovrebbe pagare questa cifra enorme, 16 milioni di euro solo a Pavia? «Tutti i soggetti coinvolti, dallo Stato all'università - spiega Taraso - ed esiste la concreta possibilità di recuperare l'importo dovuto».
Con quali fondi, non si sa. Come giustificare questo ottimismo? «Alla luce di una sentenza della Corte di giustizia europea che ha riconosciuto il diritto al risarcimento anche agli specialisti ante 1991 ma che, a causa della scadenza dei termini della prescrizione (i crediti di lavoro si prescrivono in 5 o 10 anni) non hanno potuto ricevere il risarcimento. Per gli specializzandi post 2000 invece i termini non sono ancora scaduti" conclude l'avvocato. Come aderire? Versando 110 euro per le spese e accettando di pagare il 3% del rimborso.
Anna Ghezzi