Venti miliardi di dollari per i Paesi poveri

ROMA.Il giorno dell'Africa al G8 si è concluso con le dichiarazioni sull'acqua e sui servizi sanitari, sulla sicurezza alimentare globale e con l'impegno a combattere la pirateria. E non è mancata anche una passeggiata in centro all'Aquila del presidente dell'Unione africana Muammar Gheddafi per vedere di persona i danni causati del terremoto. Il leader libico è arrivato in limousine bianca al varco per piazza Duomo e ha scattato foto ai palazzi danneggiati.
Nel 2005, a Gleneagles, i Grandi avevano promesso di incrementare gli aiuti allo sviluppo fino ad arrivare a 50 miliardi di dollari entro il 2010, e di indirizzarne metà all'Africa. E ieri all'Aquila hanno confermato l'impegno. E' stato deciso di lanciare un Fondo speciale per l'accesso al cibo, proposto dagli Stati Uniti con il sostegno dell'Italia, che punta a veicolare 20 miliardi di dollari in tre anni verso i Paesi più poveri. Gli Usa metteranno la fetta più grossa (3,5 miliardi), seguiti da Giappone (3 miliardi), Ue (un miliardo l'anno fino al 2011), la Francia (2 miliardi), la Gran Bretagna (1,8 miliardi), il Canada (520 milioni), la Spagna (500 milioni) e l'Italia (450 milioni). Azioni intraprese perché la crisi economica globale «sta colpendo duramente i Paesi più poveri e mette a rischio i progressi fatti nell'ambito della salute e della lotta contro la fame e la povertà».
Nel documento sull'acqua, gli Otto, i Paesi africani e le principali agenzie internazionali si sono poi impegnati «a istituire una partnership più forte per accrescere e l'accesso all'acqua e ai servizi sanitari di base a partire dai principi di responsabilità e trasparenza reciproche». L'approvazione della dichiarazione su un tema cosi controverso era tutt'altro che scontata. I Paesi del G8 si sono anche impegnati «a rafforzare la capacità dei partner africani e dei Paesi in via di sviluppo nella costruzione delle strutture sanitarie» e al «coordinamento con le piattaforme dei donatori per promuovere la qualità degli aiuti». Inoltre è stato ribadito l'impegno a promuovere la pace e la sicurezza nel continente «nero», a partire dal rafforzamento dell'Apsa (African Peace and Security Architecture). Infine lotta alla pirateria, al crimine transnazionale e al terrorismo è poi un altro impegno che i leader del G8 hanno rinnovato all'Aquila sottolineando l'esigenza di «costruire nel Corno d'Africa le capacità di controllare meglio le coste e le acque territoriali».
Soddisfatto il presidente del Sudafrica, Jacob Zuma: «L'Africa è il grande successo di questo summit - ha detto - tutto quello messo sul tavolo oggi prima non c'era. Non possiamo dire che sia un impegno sufficiente, ma è un buon inizio».
Il leader degli U2 Bono Vox, grande testimonial dei diritti dell'Africa, ha accolto con favore la notizia dei 20 miliardi di dollari destinati al fondo per la sicurezza alimentare, ma ha chiesto di fare chiarezza sugli impegni per capire se si tratta di «veri soldi nuovi». E secondo le Ong della Coalizione globale contro la povertà l'Africa non sarà realmente aiutata dal G8 dell'Aquila perchè le decisioni prese sono insufficienti. (m.v.)