Morte sospetta, indagati 2 medici


di Filiberto Mayda
STRADELLA. Sono due i medici dell'ospedale di Stradella indagati per la morte del 48enne bronese per tre volte ricoverato e poi dimesso e, la quarta, giunto ormai senza vita al pronto soccorso. Per i due medici l'ipotesi di reato sarebbe quella di omicidio colposo.
Naturalmente, ipotesi è ed ipotesi resta. L'avviso di garanzia che li ha raggiunti l'altro ieri, è stato un atto necessario per permettere un'autopsia «garantita», ossia con la partecipazione, se nominati, di loro consulenti. Sarà appunto solo l'esame autoptico, o meglio le sue risultanze, che permetteranno poi al pubblico ministero incaricato delle indagini di mettere a fuoco il fatti accaduti e, quindi, le contestazioni di reato.
In attesa di questi dati, ad amici e parenti non resta che piangere la vittima del possibile errore medici. Si svolgeranno infatti questa mattina alle ore 11, nella Basilica Minore di Broni, i funerali di Riccardo Brambilla (Richy per gli amici), 48 anni, il commerciante di Broni deceduto appunto domenica sera dopo una giornata di continuo peregrinare tra il pronto soccorso dell'ospedale e la casa dove viveva con l'anziana madre, in Quartiere Piave a Broni. Ottenuto il nulla osta della magistratura, chiara, l'impresa Pisani di Broni, nel primo pomeriggio di ieri, ha proveduto alla traslazione del feretro nella chiesa di Santa Marta dove, da subito, è stato un continuo via vai di parenti e amici. Oggi, dopo il rito funebre, il feretro partirà alla volta di Pometo (paese d'origine della madre), per la tumulazione nella tomba di famiglia.
Se la prima ricostruzione dei fatti fosse confermata dalle indagini della procura di Voghera, la morte di Riccardo Brambilla si sarebbe probabilmente potuta evitare. Tutto accade domenica scorsa, in tarda mattinata, quando l'uomo accusa forti dolori, indicativamente all'altezza dello stomaco. E' la madre con la quale vive ad accompagnarlo al pronto soccorso dell'ospedale di Stradella. I medici gli propongono di fermarsi per la somministrazione di antidolorifici via flebo. Lui rifiuta e torna a casa. Ma i dolori aumentano ora dopo ora. Torna in ospedale, stavolta gli vengono somministrati alcuni farmaci e viene dimesso. L'antidolorifico non fa effetto, cosi - ormai per la terza volta - si ripresenta al pronto soccorso dove viene sottoposto a esame radiografico. Rientra a casa, si aggrava. La madre a questo punto chiama la guardia medica, viene inviato il mezzo di soccorso del 118. Ormai Brambilla sta malissimo, viene caricato sull'ambulanza che corre ancora verso l'ospedale. Dove, però, sarebbe già arrivato senza vita.
(ha collaborato Pierangela Ravizza)