«Risarcimenti? Per alcuni solo una beffa»
BRONI.Atto finale per il percorso ad ostacoli effettuato finora dai fondi per il risarcimento danni dell'alluvione 2007. Lo comunica il sindaco, Luigi Paroni: «Mercoledi 24 giugno, la giunta comunale ha approvato il piano di riparto per l'erogazione dei contributi a favore dei privati in relazione ai danni causati dagli eventi calamitosi del 31 agosto 2007. E' stato svolto un lavoro certosino di accertamento della regolarità delle pezze giustificative. Nel rispetto delle regole impartite dalla Regione Lombardia è stato definito il piano di riparto. L'ufficio ragioneria sta quindi predisponendo i mandati per la liquidazione dei rimborsi. Nei prossimi giorni saranno contattati i cittadini interessati per informare delle modalità di pagamento del contributo».
Sui rimborsi dell'alluvione 2007 si sono ricamate diverse polemiche nel corso dei mesi. Innanzitutto sulla tempistica: 2 anni per ottenere il contributo. Inoltre, si è discusso anche sulla destinazione dei fondi, inizialmente indirizzati per intero ai privati cittadini per poi venire deviati in larga parte alla realizzazione di opere pubbliche. Della cifra di 800 mila euro, circa tre quarti andranno per opere di regimazione idraulica sul versante sottostante a Canneto e sovrastante il Viorate per un totale di 600 mila euro. Solo 200 mila euro saranno destinati alla cittadinanza che ne ha fatto richiesta. Del malcontento si era fatto portavoce Vittorio Braga: «Solo 200 mila euro per i cittadini sono troppo pochi rispetto alle tante domande pervenute. Chi ha avuto un danno di 10mila euro magari si troverà rimborsati 500-700 euro. E' ridicolo, contando tutta la lunga trafila impiegata per presentare domanda di risarcimento».
Il cambio di direzione sembra essere stato dettato dalla Regione: «Inizialmente, la giunta si era espressa per dare l'intera cifra ai privati, puntando a indennizzare totalmente i cittadini - dice Paroni -. Siamo poi stati chiamati dai funzionari regionali a Pavia: ci sono state date indicazioni rigide sulla necessità di usare i fondi per opere di regimazione idraulica. Questo per non puntare sempre al rimborso, ma operare per la prevenzione. Non era quello che auspicavamo ma abbiamo dovuto renderci disponibili». (s. co.)