«Resto al teatro Fraschini ma come consigliere»
PAVIA. «Resto al Fraschini. Il problema dell'incompatibilità non si pone, perché il mio incarico, con l'elezione del nuovo sindaco, è di consigliere della Fondazione. Un ruolo che non contrasta con quello di consigliere comunale». Antonio Sacchi smentisce la notizia delle sue presunte dimissioni dalla vicepresidenza del Fraschini.
La questione era stata sollevata dalla maggioranza del centrodestra e nei giorni scorsi si era diffusa la notizia che Antonio Sacchi, per poter mantenere l'incarico in Consiglio comunale, avesse dato le dimissioni da vicepresidente della Fondazione Fraschini.
Solo che le dimissioni non sarebbero più possibili, perché - come sostengono Sacchi e Sergio Maggi nella memoria che sarà sottoposta al consiglio comunale - gli incarichi, dopo le elezioni, sono cambiati.
«Lo statuto della Fondazione prevede che nel momento in cui il sindaco si insedia, riprende le deleghe, in attesa di passare l'incarico a qualcun'altro - spiega Sacchi -. Quindi ora sono 'semplice" consigliere del Fraschini, e con questo incarico il problema della compatibilità non si pone più».
Dopo che era stato sollevato il problema dalla maggioranza del centrodestra, i consiglieri Sacchi e Maggi avevano dieci giorni di tempo per le loro controdeduzioni. Il consiglio, una volta presentato il documento, ha a sua volta 10 giorni di tempo per esprimere un parere.
La relazione 'difensiva", che è stata redatta con il supporto di un avvocato, affronta anche la questione dell'autonomia della Fondazione come soggetto terzo rispetto ai soci fondatori. «La Fondazione è un istituto privato - spiega Sacchi -. Il Comune nomina alcuni rappresentati, che però riferiscono poi alla Fondazione stessa. L'altro nodo importante è che il bilancio della Fondazione non transita più in Consiglio comunale, e questo impedisce ogni possibile conflitto». (m. fio.)