Usura e riciclaggio, si indaga
di Maria Fiore
PAVIA. Soldi riciclati attraverso la compravendita di auto d'epoca e poi prestati a tassi usurai. E' l'ipotesi su cui indaga la Guardia di finanza di Pavia, che nei giorni scorsi ha eseguito alcune perquisizioni, anche all'interno dell'abitazione di un imprenditore della città. Almeno otto persone sarebbero coinvolte nell'inchiesta.
Il riserbo sull'indagine, che è alle battute iniziali, è strettissimo. Si sa però che i finanzieri si sono presentati, qualche giorno fa, alle prime luci dell'alba, a casa di un imprenditore di Pavia. Nonostante l'ora, la notizia si è diffusa, seppure in maniera vaga.
L'abitazione è stata perquisita in ogni angolo. Sono stati visionati alcuni documenti ed effettuate anche verifiche delle posizioni bancarie. Tra le persone indagate, alcune delle quali hanno già ricevuto avvisi di garanzia, compaiono anche un avvocato di Pavia e un commerciante. L'inchiesta della Guardia di Finanza, da quanto è stato possibile apprendere (non sono stati forniti dettagli per non compromettere le indagini) riguarda un presunto giro di usura e riciclaggio in città, che avrebbe avuto come perno il mercato delle auto d'epoca, che venivano acquistate e poi rivendute a prezzi esorbitanti, mettendo in movimento grandi quantità di denaro.
Per trovare i soldi per le compravendite e tenere in piedi il commercio sarebbero stati fatti altri 'investimenti" poco leciti. Il denaro, secondo le accuse, sarebbe arrivato soprattutto dai tassi praticati con i prestiti.
Un meccanismo che per molto tempo si sarebbe intrecciato e alimentato a vicenda, ma tutto da verificare. I magistrati sono partiti da una denuncia, presentata da una donna di Sanremo nei confronti di un imprenditore.
La presunta vittima ha raccontato di essere venuta in contatto con questa persona in un momento di difficoltà economica. Aveva bisogno di denaro, quindi. Ha chiesto un prestito. E poi altri, per tenere testa agli interessi che sarebbero stati praticati sul capitale. Il debito sarebbe lievitato, rendendo impossibile per la donna estinguerlo. A questo punto avrebbe detto basta. Ma la sua denuncia ha messo in moto altre indagini, aprendo uno scenario più ampio.
Sulla denuncia hanno indagato in un primo momento i magistrati della Procura ligure, ma in seguito il fascicolo è stato trasmesso per competenza a Pavia.
Qui, infatti, si sarebbe consumato il reato di riciclaggio, che coinvolgerebbe la maggior parte degli indagati. Dalle verifiche sulle accuse di usura, avanzate dalla donna, l'inchiesta, attraverso le intercettazioni telefoniche disposte dal magistrato, si sarebbe quindi ben presto allargata. Le telefonate hanno ricostruito una rete di amicizie e conoscenze (che ora è da approfondire) tra imprenditori, commercianti e un avvocato di Pavia di cui si dovrà chiarire il convolgimento e il ruolo.
Alcuni legali degli indagati (almeno otto persone risulterebbero coinvolte, ma altri avvisi di garanzia potrebbero fioccare nelle prossime settimane), interpellati ieri sulla vicenda, non hanno voluto rilasciare commenti. La posizione più delicata, comunque, sarebbe quella dell'imprenditore che è accusato di usura, mentre per gli altri indagati (quindi anche il commerciante e l'avvocato), coinvolti nell'ipotesi di riciclaggio, le verifiche sono ancora in corso. Potrebbero essere coinvolti solo marginalmente, o al contrario avere avuto un ruolo di rilievo.
Con le perquisizioni della Finanza sono stati acquisiti documenti che potrebbero portare a nuovi sviluppi già nei prossimi giorni.