Jackson, mistero sul luogo della sepoltura
NEW YORK.Dopo il Requiem per il Re, il thriller: all'indomani della cerimonia commemorativa pubblica dello Staples Center, seguita da centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, la stampa americana si interroga sulla salma di Michael Jackson. Non si sa dove sia finita, non si sa dove il Re del pop riposerà. C'è addirittura chi ipotizza che le sue ceneri siano già state disperse sui prati bagnati dal sole del ranch di Neverland, in California centrale, e che alla commemorazione di ieri la bara dorata ricoperta di rose rosse fosse in realtà vuota. Dopo la cerimonia il corteo funebre era riuscito a far perdere le proprie tracce sulle freeway losangeline. Un thriller appunto.
A definire cosi la saga della salma di Jackson, in maniera tutto sommato scontata, sono i siti web di alcuni dei principali quotidiani statunitensi. Riprendono il titolo di una delle canzoni più famose di Jackson, una storia di morti-viventi e di vampiri, brillantemente illustrata dal mitico videoclip di John Landis. Iniziava cosi. «E' quasi mezzanotte e un'ombra cattiva è in agguato nella notte. Sotto il riflesso della luna, è una visione agghiacciante che paralizza il cuore. Provi ad urlare ma il terrore cattura il suono prima che esca. L'orrore, in mezzo agli occhi, ti congela. Sei paralizzato». Ad aggiungere una nota di mistero, è il facsimile del certificato di morte che Tmz, il sito che per prima ha annunciato la scomparsa del cantante, ha messo online nella notte tra martedi e mercoledi. Il certificato indica il cimitero di Forest Lawn, dove si è svolta una cerimonia privata prima di quella dello Staples Center, come destinazione provvisoria della salma, e non indica le cause della morte, in attesa dei risultati definitivi dell' autopsia. Si ipotizza, come è stato scritto a più riprese, una overdose di medicinali.
Ma, ancora una volta, il dermatologo di Jackson, Arnold Klein, ha negato decisamente di avere fornito al cantante i potenti sedativi che avrebbe potuto causarne la morte, definendo «criminali» i suoi colleghi che avrebbero potuto dargli i potenti medicinali. Il caso Jackson, infine, ha suscitato una serie di polemiche al Congresso, dove l'intervento di una deputata del Texas, Sheila Jackson-Lee, è piaciuto poco.