«Piazza Mira ormai è diventata invivibile»

CASORATE PRIMO.Piazza Mira a Casorate, zona di tranquilla frequentazione di giorno, con banche, negozi e l'oratorio a due passi. Una piazzetta con panchine per sedersi all'ombra e far giocare i bambini. La situazione comincia a cambiare, però, nel tardo pomeriggio e soprattutto in serata, quando la piazzetta diventa luogo di ritrovo di gruppi di trenta, quaranta giovani, dai 17 ai 20 anni. Da li, gli schiamazzi e le bestemmie, prendono il sopravvento, e la piazzetta diventa invivibile. Specialmente per i residenti, stanchi degli schiamazzi fino alle 2 del mattino. «Lasciano un macello in piazza - spiega una residente - tra cartacce, bottiglie, cartoni di pizza. Tutte le mattine due operatori ecologici perdono un'ora a pulirla. Non bisogna criticare l'amministrazione per la manutenzione dei parchi, perchè la colpa è dei ragazzi. Prima di criticare, la gente dovrebbe preoccuparsi di sapere dove sono i figli la sera e di controllarli». «Io sono tollerante - continua la lasignora - ma a tutto c'è un limite. Va bene fino a mezzanotte, ma per chi lavora non è l'ideale. Quest'anno la situazione è peggiorata. Per non parlare dello slalom tra motorini che bisogna fare per entrare nei negozi e della gente che, nonostante il divieto, porta qui i cani a fare i bisogni senza pulire».
«La situazione è sotto controllo - assicura il sindaco Gian Antonio Rho - I vigili passano regolarmente. Il problema si pone più che altro di venerdi e sabato. Sono ragazzi a posto, che abbiamo già richiamato facendo presente di moderarsi e rispettare la quiete cittadina. Chiedo di tollerare un pò, siamo presenti per circoscrivere il fenomeno e dare ai ragazzi dei luoghi di ritrovo appropriati». Il problema degli spazi è presente anche nella dichiarazione della minoranza. «Purtroppo piazza Mira è l'unico spazio in centro paese in cui i ragazzi possono trovarsi - ha commentato Enzo Bina, consigliere di minoranza -. L'altro è il parco Giordano Bruno che è chiuso. Dobbiamo renderci conto che i ragazzi ad una certa età decidono di non andare più in oratorio, unico spazio per la socializzazione. Invece dei piani integrati che prevedono costruzione di rotonde e spostamenti di strade, si dovrebbe identificare una zona attrezzata per i ragazzi. E soprattutto, aumentare i controlli, facendo girare di più vigili e carabinieri».
Michela Cantarella