Febbre da Superenalotto ricevitorie prese d'assalto

PAVIA. Pavesi popolo di giocatori. E di scommettitori. La nostra provincia è quella dove si gioca di più: ogni pavese in media, secondo un'indagine del Censis, ha speso nello scorso anno 1.364 euro in scommesse e lotterie varie. Praticamente uno stipendio. E ora la città con la febbre del gioco più alta d'Italia si prepara al mega jackpot del superenalotto di oggi: circa 87 milioni di euro.
«E' un disastro, nei giorni come questi allo sportello si crea una fila pazzesca - racconta Stefano Lunghi del bar Giardino di via Tasso -. Anche perché nel fine settimana e d'estate le giocate tendono ad aumentare. Poi, se c'è un super jackpot, scatta il delirio: giocano tutti. I giocatori più esperti sono quelli che arrivano con le schede già compilate a casa. Alcuni, secondo me, spendono molto di più di 1.300 euro l'anno».
Già dal tardo pomeriggio di ieri le ricevitorie erano piene di giocatori, ognuno con diversi numeri e diversi sogni da realizzare.
«Alcuni dei miei clienti - dice Salvatore Tridico del vicino bar Città Giardino - preferiscono non bere il caffè per giocarsi qualche euro al lotto. Gli anziani sono quelli che spendono di più e molti, quando ritirano la pensione, aumentano le giocate». La gente entra nel bar e, se non ha la scheda già pronta, studia attentamente i numeri ritardatari.
«Con i numeri centenari la gente impazzisce - osserva Elena De Martis della ricevitoria 25 di corso Cairoli - il ventisette sulla ruota di Milano è da 135 estrazioni che non esce e ora tutti lo stanno giocando».
«La Fit - continua - ovvero la nostra associazione di categoria, dice che nonostante la crisi le lotterie crescono. E' l'effetto speranza. Si può rinunciare a molte cose, ma non all'adrenalina delle lotterie milionarie».
«Non è una mania - precisa la signora Caterina dopo aver giocato - ma il lavoro non basta più». «Siamo poveri, abbiamo bisogno di vincere», aggiunge Maria, un'anziana pensionata.
In realtà, però, il Censis ci dice esattamente il contrario: le province nelle quali si gioca di più sono quelle con il reddito più alto, mentre mentredove il tasso di disoccupazione è più elevato le giocate diminuiscono.
Dallo studio, inoltre, emerge anche un dato che farà ben sperare i giocatori pavesi: siamo la provincia più fortunata, con un pay out (un ritorno di vincite) pari al 70,7% delle quote giocate.
E allora, a maggior ragione, tutti a fare la fila in ricevitoria.
Roberto Pasquinetti