Andrea La Spada, che sfortuna Cade in pedana e va all'ospedale

PAVIA. La sfortuna perseguita ancora Andrea La Spada. Ieri la 16enne atleta della Ginnastica Pavese, impegnata a Pescara nei Giochi del Mediterraneo, è stata vittima di un brutto infortunio. La Spada è stata trasportata in ospedale per accertamenti: ieri sera le sue condizioni sembravano buone.
Andrea stava provando alcuni esercizi prima di entrare in pedana per la finale al volteggio, prevista per le 18.30, quando durante un passaggio ha perso l'equilibrio, è caduta ed ha picchiato violentemente il capo. Immediatamente soccorsa, la giovane promessa della ginnastica artistica femminile nazionale è stata immobilizzata e trasportata d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale pescarese, dove è stata sottopost subito ad una tac ed una radiografia che, fortunatamente, hanno escluso ogni tipo di lesione.
«E' veramente una annata balorda per Andrea - ha commentato nel tardo pomeriggio Lorenzo Lanza, il presidente della Ginnastica Pavese - Mi ha chiamato la sua allenatrice Monica Vullo, attorno alle 17.30: era in lacrime e mi avvisava che stava recandosi all'ospedale con Andrea. Mi ha poi richiamato più tardi per avvisarmi che la situazione si era normalizzata e Andrea stava meglio. Peccato, perché dopo l'infortunio che l'aveva costretta a saltare i mondiali a Milano in primavera si era ripresa al meglio e lo aveva dimostrato nelle prime gare dei Giochi. Comunque importante ora è che la ragazza stia bene».
Ieri la ginnasta della società di via Luigi Porta sarebbe dovuto scendere in pedana in due finali, al volteggio e alle parallele asimmetriche, mentre oggi puntava alla medaglia d'oro nel corpo libero, dove era stata la migliore nelle prove di qualificazione. Ai Giochi del Mediterraneo, Andrea aveva già vinto una medaglia d'argento a squadre con l'Italia il primo giorno e l'altro ieri si era piazzata al quarto posto, per un solo decimo e mezzo fuori dal podio. «Un decimo a squadre, l'altro giorno - aveva spiegato Andrea La Spada - un decimo e mezzo nella prova del concorso generale su tutti e sei gli attrezzi. Si, mi sono rimasti sullo stomaco, quei punticini persi, che potevano significare oro a squadre e podio nell'individuale. Al corpo libero mi anche hanno pagata pochissimo. Se avessi preso quanto ottenuto in qualifica, avrei buttato giù dal podio quell'antipatica di Pauline. La giuria non mi ha invece riconosciuto la doppia piroetta in presa, facendo scendere il valore di partenza del mio esercizio. Poi sul doppio carpio ho tenuto le spalle un po' basse. Comunque sono solo delle sciocchezze. Pazienza! Mi consolo con le parallele asimmetriche. Visto che roba? Significa che quando le gare sono tirate e la posta in gioco è alta riesco a fare ricorso a riserve tecniche sconosciute anche a me stessa. Speriamo di averne ancora in futuro».
Maurizio Scorbati