Prostituzione cinese, scattano tre denunce


di Maria Fiore
PAVIA. Decine di clienti ogni giorno. Le prostitute cinesi li ricevevano in appartamenti affittati da prestanome. Un giro da diverse migliaia di euro scoperto dalla squadra mobile di Pavia.
Tre persone sono state denunciate per induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Nel mirino sono finite due 'maîtresse" cinesi di 41 e 42 anni, Y.Y. e S.Z., intermediarie tra i clienti e le ragazze, e un pavese, P.M., di 47 anni. L'uomo, incensurato e disoccupato, risulta intestatario di uno degli appartamenti, ma secondo le indagini avrebbe avuto anche un ruolo nella gestione del giro.
Il suo compito sarebbe stato quello di fare mettere gli annunci sui giornali. Le stesse inserzioni da cui sono partite le indagini. Chiamando ai numeri di cellulare - che sono risultati intestati a utenti sconosciuti - rispondeva sempre una donna. Che a sua volta girava la richiesta di 'massaggi" - che altro non erano che prestazioni sessuali - alle ragazze, pagate dai 50 ai 100 euro. Le giovani (ne sono state trovate sette negli appartamenti) lavoravano a tutte le ore. Gli incontri avvenivano in due case in via Scarpone (dove abita l'italiano con una delle due 'maîtresse" denunciate), in un appartamento di via Lovati (la stanza degli incontri era stata ricavata da un magazzino) e un altro appartamento in via San Giovanni Bosco, dove il giro di affari veniva gestito d S.Z.
Nelle abitazioni sono stati trovati e sequestrati circa 250 preservativi, 3mila euro e diversi telefonini e schede telefoniche. Le giovani, arrivate in Italia clandestinamente (forse appoggiandosi ad organizzazioni criminali più complesse) saranno espulse. Ma indagini sono in corso anche sui proprietari degli appartamenti.