«Bisogna rimettersi a viaggiare»
di Denis Artioli
VIGEVANO. «Forse siamo gli unici a non aver fatto cassa integrazione nel settore meccanico, anche se ho avvertito un parziale calo degli ordinativi». Francesco Cottino, 45 anni, titolare dell'Elettrotecnica Bc (macchine per calzature), ha trenta dipendenti, e resiste alla crisi.
Cottino sottolinea che la crisi c'è ed è pesante, ma va affrontata diversamente: «Questa crisi viene vissuta con molta passività da tanti imprenditori locali - sottolinea Cottino - ma se sei un imprenditore devi cercare delle alternative, delle soluzioni. Quando finirà la cassa integrazione tante aziende rischieranno di chiudere? Io credo che un'azienda debba tentare il tutto per tutto, non aspettare che arrivi il momento di chiudere. E chi ha investito, in questi anni, ai primi segnali di ripresa sarà pronto».
Ma come si reagisce a una crisi di queste proporzioni? «Bisogna compiere scelte oculate - dice Cottino - tante aziende invece non fanno niente, per non sbagliare, ma il problema è proprio che sbagli se non fai niente. Se non viaggi, i clienti non vengono più qui ad acquistare le macchine: devi andarli a prendere tu».
Anche Cottino spiega che la crisi è una realtà pesante «ma ho scelto di intensificare le relazioni con l'estero, mandando i commerciali a visitare i clienti e anche fiere cui non abbiamo partecipato mai prima. Non ci sono più mercati nuovi da scoprire, ma bisogna andare a vedere per capire cosa fanno negli altri Paesi».
Cottino, poi, spiega di aver ricevuto anche «qualche forma di finanziamento a fondo perduto dalla Provincia, quindi forme di aiuto ci sono: chiaro che non bisogna pensare che ti regalino i soldi, perché bisogna progettare. Capisco che non sia facile per un'azienda in difficoltà, e si deve considerare che certe realtà rischiano di chiudere, ma finora non ha chiuso nessuno».
L'imprenditore spiega che non c'è un segreto per resistere alla crisi: «Quando ho visto che la crisi era pesante, ho cercato di bilanciare la perdita di vendite con una riduzione di costi aziendali, per mantenere liquidità: acquistando meno, riducendo gli straordinari. E' importante non tagliare la manodopera, perché bisogna essere pronti per la ripresa. Io ho una gamma elevata di macchine, e ho operai molto specializzati. La riduzione del personale, poi, è un danno all'immagine dell'azienda, perché comporta ritardi nelle consegne. Comunque, sono fiducioso, perché la ripresa ci sarà necessariamente».
Alberto Coldesina, 65 anni, titolare dell'officina meccanica Lmt di Cilavegna, ed esponente di Confartigianato, ha 12 dipendenti: «Due o tre in cassa integrazione, e con i turni si lavoricchia - sottolinea Coldesina -. La crisi è piuttosto pesante, nel settore delle macchine per calzature ancora di più. Noi, come artigianti contoterzisti, vediamo adesso un leggero movimento. Io produco minuterie di precisione, e abbiamo ridotto la produzione rispetto al 2008, che avevamo chiuso discretamente. Poi c'è stato il crollo nel 2009».
Anche Coldesina ha fatto investimenti: «Anche nel 2009 ho investito ancora in macchinari - spiega - perché chi riesce a investire, oggi, ottiene anche degli sconti sugli acquisti». E poi c'è il capitolo dei prestiti dalle banche: «Io sono stato presidente di Confidi fino all'anno scorso - spiega Coldesina -. Le banche hanno stretto i cordoni della borsa, ma sembra che inizino a concedere qualcosa in più. Se ricominciano a finanziare, c'è la possibilità che si riparta».