Fini scommette sul premier: «Massima stabilità»


di Gabriele Rizzardi
ROMA.«Pensare ad una crisi di governo nel prossimo futuro significa confondere la speranza di qualcuno con la realtà». Gianfranco Fini non crede neanche un po' ai giornali stranieri secondo i quali le inchieste sulle feste con ragazze a pagamento potrebbero portare alla caduta di Berlusconi e alla nascita di un governo tecnico. Il presidente della Camera non prende neppure in considerazione questa ipotesi e all'opposizione dice chiaro e tondo che la capacità del governo di aumentare il proprio consenso e la propria credibilità internazionale «dipenderà esclusivamente dalle cose che esso potrà fare» e non dalle vicende personali del presidente del Consiglio.
I cittadini, insomma, giudicano il governo per quello che fa e la prova, secondo Fini, è data dal fatto che gli elettori hanno premiato il centrodestra. «Non credo ci possano essere rischi o pericoli per la stabilità in Italia. La coalizione che governa da un anno ha avuto anche alle europee un rafforzamento, il che non è una cosa usuale per una coalizione che governa in Europa. Il rapporto tra Lega e Pdl» taglia corto la terza carica dello Stato «attiene solo a questioni interne». Quanto alla successione, Fini si affida all'ironia, definisce «non attuale» il problema della leadership nel centrodestra ed esclude, almeno per adesso, il ruolo di erede di Berlusconi: «Delfino? Amo il mare ma i delfini stanno li e li è bene lasciarli...».
Sorretto dall'asse Pdl-Lega, il governo è destinato ad avere una lunga vita? Fabrizio Cicchitto assicura che il governo Berlusconi «durerà per tutta la legislatura» e invita i giornali stranieri «a mettersi l'anima in pace» mentre Daniele Capezzone prevede che i «corvi» del centrosinistra resteranno «delusi». Maurizio Gasparri spiega che quello del governo tecnico è un «tema inesistente» e Margherita Boniver aggiunge che la caduta del governo è solo un «sogno» di Franceschini. Quel che è certo è che l'ipotesi del governo tecnico viene bocciata da più di un esponente del centrosinistra. Enrico Letta assicura che un «tecnico» a palazzo Chigi porterebbe gli elettori a vedere solo il «collasso» di Berlusconi e non il Pd come alternativa di governo. «Troppe volte abbiamo tentato di battere Berlusconi con scorciatoie e se rifacessimo questo errore lo pagheremmo caro» spiega l'esponente del Pd per il quale «è cominciato il declino finale del premier» e sarebbe «molto utile» se il centrodestra tentasse di terminare la legislatura «con un altro premier».
Sulla questione interviene anche Massimo D'Alema. L'ex premier spiega che quando Giulio Tremonti dice che il governo è forte lo fa perché il suo compito è quello del «difensore d'ufficio» mentre la verità è che il governo è «estremamente debole rispetto alla necessità dell'Italia» e alle dimensioni della crisi. Antonio Di Pietro continua invece a proporre la sfiducia del premier: «Prima si fa e meglio è».