Rossi entra nella leggenda
ASSEN (Ola). Valentino Rossi ha tagliato il traguardo della leggenda, l'ennesimo della sua strepitosa carriera. Ieri ha vinto ad Assen, in Olanda, ha allungato in classifica del mondiale MotoGp, ma soprattutto ha ottenuto il successo numero 100 in carriera sfondando il muro delle tripla cifra come finora era riuscito solo a un mito del motociclismo, Giacomo Agostini.
Il campione dei campioni è a quota 123, Rossi ancora distante. Ma comunque nella leggenda. E come sempre non ha mancato di festeggiare a modo suo questa occasione.
Nel giro d'onore, Rossi si è fermato a bordo pista e con l'aiuto dei ragazzi del suo fan club ha srotolato uno striscione lungo 25 metri con sopra, numerate una a una, tutte le foto che lo ritraggono in ogni singolo successo, dal primo fino al numero 99. Un ennesimo colpo da genio della comunicazione come è Rossi.
La gara della Motogp, che sulla carta doveva essere difficile per il Dottore, come da lui stesso ammesso dopo le prove, si è rivelata una marcia trionfale verso la storia. Ci sono volute poche curve per liberarsi di Stoner (Ducati) e Pedrosa (Honda) che era scattato bene al via. Mentre Rossi faceva la sua gara, il suo compagno di squadra, lo spagnolo Jorge Lorenzo cercava di guadagnare la scia del leader della gara. Però per lo spagnolo non c'è stato molto da fare.
Rossi ha risposto all'audacia in pista del compagno di team inanellando giri veloci e mettendo tra lui e lo spagnolo un margine di sicurezza, che alla fine della gara sarà di oltre 5,3 secondi. Differente la gara di Stoner. L'alfiere della Ducati non ha potuto far altro che difendere il terzo posto, prezioso in vista del campionato, ma il distacco dell'australiano dal Dottore è impressionante, quasi 18 secondi.
«La mia moto fa paura - ha detto Rossi dopo la gara - devo ringraziare un sacco di gente, la mia famiglia, i miei amici. Non è stata solo la centesima vittoria, ma anche la quarantesima con la Yamaha». Nella felicità del momento, Rossi non dimentica di lanciare una frecciatina a chi ha avuto piu' successo di lui nelle gare. «Spero di vincerne ancora un po'...», ha affermato.
Nelle retrovie, per la prima volta in questa stagione, c'è stata un po' di bagarre. La lotta per il quarto posto è stata molto accesa e a finire primo dei «non marziani», è stato Colin Edwards (Yamaha), quarto, che ha avuto la meglio sull'australiano Vemeulen (Suzuki) in quinta posizione. Con Andrea Dovizioso fuori dai giochi per una caduta a 16 giri dalla fine della gara, il migliore degli italiani è stato Loris Capirossi (Suzuki) che ha chiuso in decima posizione davanti ad Alex De Angelis (Honda).