«Non è l'infarto che ha ucciso Jackson»
dal corrispondente Andrea Visconti
NEW YORK. «Non è stato un infarto a uccidere Jacksons». La polizia di Los Angeles ha sentito il medico privato della star che ha acconsentito a un interrogatorio in presenza del suo avvocato.
«Il dottor Conrad Murray non è oggetto di un'inchiesta criminale», ha precisato un portavoce della polizia, confermando però che la Bmw del cardiologo del superdivo rimane sotto sequestro nell'ipotesi che gli inquirenti trovino farmaci che hanno contribuito al decesso di Jackson. Sono tanti i farmaci che facevano parte della dieta quotidiana di calmanti di «Jacko». Oltre al Demerol, un oppiaceo sedativo di cui si era fatto il nome subito dopo il decesso, si parla anche di Vicodim e Dilaudid, due medicinali per contrastare dolore muscolare. Ma nel ricettario privato di Michael c'era anche un rilassante muscolare chiamato Soma, il sedativo Xanax, l'antidepressivo Zoloft e l'antiansiolitico Paxil. A quale di questi farmaci Jackson avesse fatto ricorso nelle ore precedenti alla morte si saprà fra alcune settimane. L'autopsia è stata fatta ieri ma per l'esito dell'esame tossicologico ci vorranno almeno sei settimane.
Ci sono enormi interessi che dipendono da questo referto medico. Prima di tutto c'è il futuro del dottor Murray che potrebbe trovarsi accusato di avere provocato il decesso del «re del pop». Nulla fa pensare che la morte sia stata provocata volontariamente, ma era stato Murray a somministrare un'iniezione a Michael poco prima di chiamare il pronto soccorso. Quando sono intervenuti i barellieri il medico stava tentando di resucitare il suo paziente praticando la respirazione bocca a bocca.
E Il dottore era sull'autoambulanza che aveva portato il cantante in stato di arresto cardiaco al UCLA Medical Center e qui aveva seguito i medici mentre tentavano di rianimarlo. Era stato brevemente sentito dalla polizia dopo di che era scomparso nel nulla. Murray, un cardiologo con uno studio privato a Houston e uno a Las Vegas, poche settimane fa aveva fatto pervenire una lettera ai suoi pazienti comunicando che temporaneamente aveva bisogno di sospendere l'attività. Non aveva dato motivazioni in realtà era stato ingaggiato dalla Aeg Live, la società di entertainment che aveva firmato un contratto con Jackson per una tournee di cinquanta concerti, la prima da dodici anni a questa parte.
La Aeg Live avrebbe preferito un medico londinese ma «Jacko» aveva insistito perché al suo fianco ci fosse Murray. «Questo business dei concerti ruota tutto intorno a me», aveva detto Jackson al presidente della Aeg Live Randy Philips imponendo l'ingaggio del suo cardiologo. «Io sono come una macchina che ha bisogno di essere ben oleata e quindi non mettetevi a discutere con il re del pop».
Anche la Aeg Live che attende con angoscia il reperto tossicologico perch da questo dipende un rimborso di 40 milioni di dollari da parte della compagnia d'assicurazione.