Invisibili al fisco, come riuscirci (o quasi)
di Monica Viviani
ROMA. In basso c'è la colf che non dichiara nulla, praticamente imprendibile, mentre al top ci sono vere aziende fantasma, spesso intestate a nullatenenti. Ma c'è anche chi dichiara zero euro ed è proprietario di imbarcazioni, auto o immobili extralusso.
Poi ci sono i professionisti che non emettono fattura. Le vie dell'evasione fiscale sono molteplici e gli italiani brillano per ingegnosità nello sfuggire all'erario.
L'allarme lanciato nei giorni scorsi dalla Corte dei Conti è chiaro: sono 100 i miliardi sottratti all'erario ogni anno attraverso l'evasione fiscale. D'altronde il rapporto annuale della Guardia di Finanza presentato a fine 2008 parlava di redditi non dichiarati per 27,5 miliardi di euro e 6.414 evasori completamente sconosciuti al fisco.
Ma chi sono questi finti poveri? Il panorama è talmente variegato che tracciarne un identikit non è facile. «Una cosa però la sappiamo - dice un commercialista a patto che si mantenga l'anonimato - meglio evasori totali che dichiarare poco. Meglio non avere niente di intestato, nemmeno la sim telefonica, nemmeno l'abbonamento della tv. Quello che da una parte aiutano a scoprire e dall'altro sono l'elemento per essere scoperti, sono i controlli incrociati che viaggiano telematicamente sul codice fiscale». Insomma: non avete mai pagato l'abbonamento tv? Non intestatevi un'utenza telefonica perché altrimenti arriverà l'accertamento del canone. Casa con telefono uguale appartamento vissuto, uguale tv. E con il telefono, e con internet, arrivano gli altri controlli.
«Poi c'è il mondo dell'evasione, e dell'elusione, legate alle partite Iva - dice ancora il commercialista - Alle società in perdita (reale o fittizia che sia)». Emblematici gli ultimi casi balzati agli onori della cronaca. Come i 12 imprenditori di Reggio Emilia che se ne andavano a spasso con costosissime Ferrari, Porsche e Lamborghini, ma che per il Fisco, in base alle loro denunce dei redditi, erano nullatenenti o quasi.
E se è di ieri la notizia che a Treviso sono stati scoperti 41 «poveri» con case e auto da nababbi, sempre a Treviso qualche tempo fa erano stati invece smascherati i «furbetti del ticket»: 157 finti poveri che, per non pagare le prestazioni sanitarie all'Usl 7 di Pieve di Soligo, si autocertificavano pensionati o disoccupati. Tra loro c'erano invece professionisti con redditi di mezzo milione di euro, ricchi collezionisti, possessori di auto di pregio.
C'è poi chi i soldi li porta all'estero. E' di questi giorni la notizia che capitali per oltre 32 milioni di euro sottratti al fisco italiano sono transitati a San Marino, prima di approdare all'estero. E come non ricordare le centinaia di indagati nel 2008 per i conti correnti in Liechtenstein?
Infine secondo quanto denunciato tempo fa Contribuenti.it in Italia il 23% dei professionisti non emette la fattura sottraendo, ogni anno, all'erario oltre 3 miliardi di euro.
La classifica di chi non emette vede al primo posto i dentisti con il 34% di mancata emissione, seguiti dai veterinari con il 33%, avvocati (31%), psicologi (30%), medici (28%), ragionieri e consulenti del lavoro (27%), architetti (25%). Seguono i geometri con il 23%, i periti agrari con il 22%, i periti industriali con il 21%, geologi con il 18%, ingegneri con il 17%, i giornalisti con il 14%, i notai con l'11%, i commercialisti con il 10%, chimici con il 10% e biologi con l'8%.