Pavia, Bianchi decide venerdi
di Claudio Malvicini
PAVIA. Altre 48 ore. E' stato il sindaco di Pavia a convincere Gian Marco Bianchi a prendere tempo. «Cattaneo mi ha detto che ha dei contatti - spiega il presidente della Nuova - ma venerdi decido».
Cattaneo e Bianchi si sono incontrati lunedi sera. «Entrambi abbiamo trovato nuovi contatti e ci siamo dati appuntamento ai prossimi giorni - dice il sindaco - . Gli ho chiesto tempo perché voglio arrivare all'incontro con degli impegni scritti».
«E' vero che ho perfezionato alcuni contatti con nuovi imprenditori, ma non bastano a raggiungere il budget che ci eravamo prefissi - spiega Bianchi - . Tutti dicono che Pavia non può perdere il basket però a Sassari i tifosi hanno raccolto in pochi giorni 250mila euro, a Vigevano mi dicono che sono arrivati già a 40mila, per non parlare dell'aiuto dell'Asm. A Pavia invece questo interessamento finora non l'ho visto, ma ho dato fiducia al sindaco per cui ho rimandato la decisione di 48 ore».
Il presente è incerto, ma per il futuro Bianchi ha già pronto un progetto per non ritrovarsi mai più in questa situazione. «Dobbiamo creare una polisportiva delle società di punta, come a Barcellona - spiega - . Penso almeno all'unione di basket, calcio e volley. A quel punto i fondi raccolti dai privati per lo sport verrebbero distribuiti non più i base alle emergenze, ma per una progettualità da mettere a punto con le realtà principali della città. In fondo è anche la proposta del Coni. A quel punto anche i soldi delle istituzioni andrebbero a tutti e non solo a qualcuno, come invece è successo in passato». Il sindaco è d'accordo: «Superata l'emergenza - dice Cattaneo - voglio dare un futuro a tutto lo sport pavese».
Quello però è il futuro, ora bisogna trovare i soldi che mancano per completare il budget. Per otto anni ci ha pensato Paolo Zoncada, mister Edimes. «Non è per la crisi che non sponsorizzo più la squadra e non è detto che non possa farlo ancora, magari a stagione in corso - dice Zoncada - . Mi sono preso una pausa di riflessione, come ha fatto la famiglia Calisti nel calcio, dopo otto anni di contributi da centinaia di migliaia di euro perché ho raccolto solo critiche. In questi anni però ci si è dimenticato che se Pavia avesse avuto tre Zoncada probabilmente avrebbe vinto il campionato. Ora però non voglio lasciare la società, anzi conto di vedere messa nero su bianco la mia quota del 30 per cento perché finora l'accordo tra me e Bianchi è sempre stato sulla parola. Mi hanno chiamato da Vigevano per chiedermi se volevo entrare in società con loro e ho detto di no perché voglio restare a Pavia».
Zoncada parla del futuro, ma è un tempo che potrebbe non arrivare mai. «Il sindaco è una persona seria e se ci ha detto che aiuterà il basket, sono convinto che lo farà. Di certo non può essere il Comune a mettere mano al portafogli - continua mister Edimes - . Probabilmente i contatti che il sindaco ha attivato daranno frutti nei prossimi mesi, a questo punto probabilmente varrebbe la pena di partire con poco e aspettare che il budget lieviti. Del resto chi non risica non rosica». Ma se quei contatti non portassero a nuovi fondi? «Se fosse cosi - risponde Zoncada - l'estate prossima Bianchi potrebbe vendere il diritto sportivo e con quegli euro pagare i debiti».