Lettere, tesi triennale più sobria


di Marianna Bruschi
PAVIA.Prima assemblea a Lettere per dare agli studenti tutti gli strumenti necessari per capire come gestire la riforma in arrivo a settembre. Seduti tra i banchi a palazzo San Tommaso ieri pomeriggio c'erano in particolare i ragazzi di Lettere moderne e di Antichità classiche e orientali. Ma alcune novità toccheranno tutti. Per esempio si passa dai circa trenta esami totali del triennio a una media di 19. Il nuovo ordinamento prevede anche novità per la tesi del terzo anno. La «prova finale» non sarà più una tesi vera e propria, ma una relazione «buona e rigorosa», ma non più un progetto di ricerca. «Ci siamo accorti che gli studenti si applicavano a dismisura nella tesi del triennio, mentre finiva per essere poco percepita quella della specialistica - spiega Clelia Martignoni, presidente del consiglio didattico di Lettere - Abbiamo deciso di sdrammatizzare il passaggio della tesi del terzo anno». Anche perché troppi studenti finivano per laurearsi tardi, posticipando l'accesso al biennio. Dall'anno prossimo, per chi passerà al nuovo ordinamento, ci sarà quindi una prova finale più sobria, come sarà quindi anche la cerimonia. Anche per questo agli studenti che da settembre dovrebbero frequentare il secondo anno è stato consigliato il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento. «Il vantaggio sta nel minor numero di esami - spiega la preside Elisa Romano - la didattica sarà più compatta. E la prova finale sarà più sobria».
Tra le altre novità anche alcuni esami «senza esame», come le idoneità di informatica, e i laboratori di latino o italiano. Si darà poi più peso all'inglese, e il calendario sarà semestrale: esamoni e non mini esami. Il prossimo sarà un anno di transizione, a Lettere, oltre al primo che parte riformato, si troveranno a convivere un secondo anno «nuovo» e uno «vecchio», per chi non ne volesse sapere del passaggio, comunque sollecitato dalla facoltà. Cosi per Lettere e Filosofia, mentre Psicologia e Lingue attiveranno solo il primo anno. Non si perde il «contenuto» di Beni culturali: anche se il primo anno non sarà più attivato, ci saranno il secondo e il terzo ad esaurimento. A Lettere moderne sarà attivato un sesto indirizzo Archivistico-libraio, per non far perdere il percorso. A questo si aggiungono gli altri cinque curricula: filologico-letterario, storico-architettonico, spettacolo, storico e linguistico. Per Antichità classiche e orientali i percorsi sono 5: archeologia, filologia e lettere classiche, glottologia, orientalistica e storia greca e romana.
Gli studenti presenti in aula all'assemblea hanno sfogliato più volte i nuovi piani di studio, i calendari, prima di porre qualche domanda ai docenti. Soprattutto per quanto riguarda i passaggi dal vecchio al nuovo. Ma anche per i bienni magistrali (quelli che prima erano chiamati specialistiche). Quello che è emerso è un'ampia disponibilità a facilitare questo anno di transizione, anche con pianti di studio ad hoc, appositamente predisposti e crediti «bonus».