Feste e donne, Fini si smarca
di Gabriele Rizzardi
ROMA. Un altro strappo tra Fini e Berlusconi. Con il presidente della camera che si smarca ancora una volta, prende le distanze. Parla di «cittadini che si allontanano dalla politica», ma anche dei rischi di «cesarismo».
Il premier, invece, a Bruxelles torna all'attacco della stampa, respinge domande, attacca per l'intrusione di una telecamera su una sua telefonata a Ghedini.
Il presidente della Camera, a Roma, parla di «democrazia impotente» che alla lunga «genera disillusione» e finisce «per alimentare progetti bonapartisti o cesaristi». Non nomina Berlusconi, ma il riferimento è chiaro.
Il premier ce l'ha con le ricostruzioni di molti giornali sulle sue reazioni all'inchiesta di Bari: «Non c'è niente da chiarire. E' tutto chiarissimo, è tutta spazzatura. A Napoli già l'ho fatta fuori e farò fuori anche questa. Fate domande di politica estera, non parliamo di comiche». Feste con ragazze pagate per partecipare? Il premier è furioso e durante una telefonata con il suo avvocato Niccolò Ghedini (il colloquio viene intercettato dalle telecamere di Sky) scarica la sua ira sui giornalisti. «Io» sbotta il premier «non ho mai parlato di complotto oscuro. Non ho mai detto quella cosa, che mi fa incazzare, e cioè che risponderò colpo su colpo. E non ho mai detto che il mio avvocato è uscito pazzo. Ma ti pare... E' una cosa incredibile. Questi sono dei disgraziati. Ora chiamo Bonaiuti e facciamo un comunicato».
La nota del sottosegretario alla presidenza del consiglio arriva in tarda mattinata e definisce «scandaloso» che alcuni giornali continuino ad attribuire al presidente del consiglio «frasi che in realtà non sono state pronunciate». Poi, la parola passa al Cavaliere. E la conferenmza stampa convocata al termine del Consiglio europeo si trasforma in show. Un cronista dell'Unità fa una domanda sull'inchiesta di Bari ma la risposta di Berlusconi è tranciante: «La mia disistima è totale nei confronti del suo giornale e quindi non rispondo». Poi arriva la domanda sulla telefonata con Ghedini «intercettata» poche ora prima da Sky e il presidente del consiglio va all'attacco: «Vi dovreste vergognare, siete degli spioni. Io non ci sto ad un'Italia di questo genere. Andate avanti cosi e quello che dice un marito alla moglie sul cuscino del letto sarà sulla prima pagina dei vostri eccellentissimi giornali».
L'offensiva del Cavaliere, che definisce «storie di fantapolitica» le indiscerzioni e le ricostruzioni sui «complotti» dentro al Pdl, continua in serata. L'occasione per un nuovo affondo la offre la manifestazione a Cinisello Balsamo per la candidatura di Guido Podestà alla Provincia di Milano. Un gruppo di manifestanti fischia e contesta il premier, che sale sul palco e dopo aver assicurato che il governo «non cadrà con le trame giudiziarie e gli attacchi mediatici», passa ad insultare i contestatori: «Più continuate a fare cosi, più mi convincete a restare. Non avete la dignità. Mi fate pena, mi fate disgusto. Siete solo dei poveri comunisti».
Tensione altissima. Le vicende degli ultimi giorni rischiano di allontanare ancor di più i cittadini dalla politica e Fini lancia l'allarme. «Non credo che ci sia un rischio di instabilità per il governo. C'è un rischio di minore fiducia dei cittadini nei confronti della politica e delle istituzioni, cioè del fondamento della democrazia» avverte. E di «cesarismo».