Poca acqua nei campi, è battaglia
PAVIA. E' battaglia legale fra il consorzio Est Ticino Villoresi e i consorzi irrigui minori. Ieri è partita la prima diffida nei confronti del Villoresi, che gestisce il Naviglio Pavese, che è nell'occhio del ciclone a causa della carenza d'acqua per l'irrigazione. «Pretendiamo risposte sicure sul futuro della stagione agricola - dice Luigi Bianchi, presidente del consorzio Naviglio Olona».
«Se non avremo risposte sicure - sottolinea Bianchi -, partiranno le richieste di risarcimento dei danni subiti dai risicoltori del Pavese o, in alternativa, della riduzione in percentuale del canone versato per l'acqua». La firma è stata, o sarà apposta in tempi brevi, fra gli altri, dai consorzi Roggia Mischia, Roggia Colombara, Cavo Spagnola, Cavo di Besate e Roggia Maina.
Intanto, centinaia di agricoltori sono esasperati e meditano di far scendere in strada i trattori per una manifestazione di protesta a Pavia, davanti alla sede del Villoresi di via Alzaia sinistra, o a Milano. La mancanza di acqua sta creando tanti problemi agli agricoltori. Ricordiamo che l'erba palustre presente sul fondo del Naviglio Pavese fa rallentare l'acqua e gli agricoltori sono imbestialiti perché costretti a spendere molte più ore, e denaro, per allagare le risaie.
A questa situazione si aggiunge il fatto che l'acqua esce in quantità molto consistenti dal lago Maggiore, arriva alla diga del Pamperduto, a Somma Lombardo, con una portata di sessanta-settanta metri cubi al secondo e poi si ferma a Cassinetta di Lugagnano, vicino ad Abbiategrasso.
Le cause sono da imputare alla presenza di lima, un'erba palustre, sul fondo del Naviglio Pavese che impedisce il regolare deflusso delle acque attraverso le bocche d'irrigazione. Gli agricoltori e le organizzazioni di categoria puntano l'indice contro il consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi: «Purtroppo, non ci sono persone all'altezza della situazione, non prevale la meritocrazia - accusa Franco Mazzocchi, agricoltore di Pavia -. Avanti di questo passo, perderemo non solamente il 15 o il 20% come accaduto fino a questo punto, ma gran parte del raccolto. E con i prezzi che ci pagano di questi tempi non è proprio auspicabile. Ma ciò che fa più rabbia è l'abbondanza d'acqua nel lago: non siamo in periodo di siccità». Intanto, le riunioni in programma ieri a Milano sono state annullate: della questione Naviglio Pavese si occuperà direttamente l'ufficio di presidenza della Regione Lombardia. Segno che la protesta diffusa degli agricoltori pavesi ha fatto preoccupare i vertici politico-istituzionali sia di Milano sia di Pavia.
Umberto De Agostino