Donadio, ironia in musica

PAVIA. Più famoso in Svizzera che in patria, il cantautore Beppe Donadio sbarca con le sue canzoni surreali e sognanti giovedi (ore 21) al Broletto di Pavia sul palcoscenico di «Fare Festival». Donadio porterà con sè uno spettacolo fatto di canzoni ma anche di sketch: un gioco di certo non nuovo per le esibizioni dal vivo, ma che Donadio invece riprende direttamente dal suo ultimo disco da studio nel quale mischia ai brani musicali finte telefonate, voci fuori campo, gag e interventi comici.
In uno dei siparietti del disco Donadio si presenta annunciando ad un amico di aver realizzato un nuovo cd e per risposta si sente dire: 'Un altro... ah bravo! Ma questo qui, quanto dura?". Una presa in giro che dovrebbe auto-assolverlo dall'aver realizzato «Houdini», un concept album in pieno stile dedicato al mestiere del cantautore. Colpito da bambino dal film con Tony Curtis sul mago temerario che muore nella pagoda sott'acqua, Donadio riprende il personaggio e lo plasma sul filo del funabolismo di chi oggi intende vivere di musica. E proprio vita, parole e note si fondono nel disco dove per non smentirsi Donadio inserisce persino un gospel dal titolo 'Funerale per cantautore". Nel disco, della durata di ben ottanta minuti, non manca la ripresa del suo alter ego, tal 'Beppe D." aspirante cantautore in cerca di contratto, comparso nel suo lavoro d'esordio «Merendine».
Nel suo spaziare tra ironia, pianoforte e canzoni d'autore c'è di tutto: dai brani a cappella, ai set in dialetto bresciano, dalle ballate al soul, senza tralasciare rap e rock'n roll. In questo vagare tra i generi, Donadio si è circondato una serie di ottimi musicisti come Elio Rivagli e Franco Testa che con batteria e basso danno una bell'impronta all'intero disco. Nel suo lavoro spiccano anche le presenze del violinista Michele Gazich e di Mark Goldenberg, chitarrista della band di Jackson Browne.
A chiudere il disco di Donadio, torna la voce dell'amico a mettere una sorta di pietra tombale sull'operazione Houdini: «Quando fai il terzo disco? Il tuo secondo era bellissimo».