Gli ex detenuti diventano guide Accompagnano i turisti a Napoli

NAPOLI. «Perché dovremmo restare marchiati per sempre? Le persone non vanno giudicate dal loro passato». Pietro Ioia, pregiudicato e presidente dell'Associazione ex detenuti organizzati napoletano, è uno dei sessanta ex carcerati che da qualche giorno a Napoli indossano pettorine giallo fluorescente e scortano i turisti in giro per la città. Sono le nuove guide turistiche volute dal progetto «Escodentro» della Regione Campania per il reinserimento lavorativo.
Non vogliono passare per ronde né tantomeno essere accostati a quelle padane. Se proprio qualcuno ci vuole definire - sottolineano - allora noi siamo le «Ronde pizza e mandolino». Tre giorni a settimana, martedi, giovedi e venerdi - dalle 8 alle 14 - accolgono al porto i croceristi che da tutto il mondo sbarcano a Napoli. E in poche ore li accompagnano in giro per la città, in un ristorante, una pizzeria, un museo. Nessuna scorta, però, quello è un mestiere che compete alle forze di polizia. Ma una chance per ripartire nella vita, quella si.
Non tutti l'hanno presa bene. A cominciare dal capogruppo Pdl in Senato Maurizio Gasparri che ha definito l'iniziativa «un'operazione scandalosa». Gli ha ribattuto l'assessore regionale al Lavoro Corrado Gabriele, di Rifondazione. «Oggi che applichiamo una legge ministeriale sono pronti a criticare perchè qualcuno ha dato un'opportunità a 400 ex detenuti per non farli tornare fra le braccia dei camorristi». A Gasparri gli ex detenuti mandano a dire di aver il diritto di ricominciare.
Scettici si sono mostrati gli accompagnatori turistici «tradizionali» che pure vantano una laurea e studi alle spalle e si sentono «minacciati» dalle nuove guide, tra cui spesso persone senza istruzione. «Facciamo tirocini all'estero - dice Francesca A., 28 anni - ci vogliono competenze specifiche, siamo laureati. Non ci si improvvisa guide».
Scettici talvolta anche gli stessi turisti, ma solo quando scoprono chi sono gli accompagnatori e che cosa c'è nel passato giudiziario di quegli uomini al lavoro. In fondo quei signori con le pettorine gialle e un tesserino ben in vista che li identifica, non hanno nulla che faccia riferimento ai loro trascorsi. Men che mai sono interessati a raccontarlo.
Ora a Napoli c'è chi ricorda l'iniziativa del vecchio sindaco comunista Maurizio Valenzi (che a novembre compirà cento anni) quando negli anni '70 affidò parte della raccolta dei rifiuti urbani a ex detenuti. L'iniziativa falli e coincise con uno dei periodi peggiori per l'igiene e la pulizia della città. La storia però può insegnare e stavolta gli ex detenuti vogliono giocarsi la chance di riscatto.