Al bar adesso si va con il computer
PAVIA.In campagna elettorale tutti i candidati sindaco parlavano di wireless cittadino e pubblico, ma in città c'è chi ha già provveduto. Non solo i privati, e nemmeno l'ateneo che, con l'apertura delle aule studio fino alle 23 è riuscito a colmare il digital divide della maggior parte degli studenti. A Pavia in pochi mesi i locali con l'accesso internet senza fili per i clienti sono diventati da uno a tre, tutti con il simbolo nero e bianco appeso fuori dal portone. Dentro si vedono collaboratori esterni lavorare, studenti studiare davanti a un caffé e gruppi fare progetti, disegnare siti internet, scrivere blog. I primi a esplorare questo mondo sono stati i gestori dell'Osteria Sottovento, tre anni fa. Racconta Dario Girini: «L'investimento iniziale è stato minimo: uno schermo, un computer, l'abbonamento adsl. E quando qualcuno dei clienti deve liberarsi di un computer rinnoviamo cosi l'attrezzatura». Gli studenti e i cococo ne approfittano soprattutto la mattina e il pomeriggio, mentre la sera i portatili si chiudono per l'aperitivo. Cosa si consuma mentre si è connessi? Qualcuno si limita a un caffé, altri iniziano con un succo e finiscono con la torta, servono zuccheri per alimentare il cervello. Alessandro Astrella del Cantiere di corso Garibaldi è il secondo arrivato, ha iniziato a fornire la rete sei mesi fa: la procedura è semplice, il cliente chiede la password al bancone e si connette con il suo portatile. «A fruirne sono soprattutto studenti e ragazzi in pausa pranzo o nel pomeriggio: è un servizio in più che si ripaga da sé con la consumazione», spiega il gestore. L'ora di punta è quella tra le 11 e le 16, e sono tanti i forestieri che si fermano per spedire mail. Ma la connessione a banda larga è servita al Cantiere anche per trasmettere in diretta il raid Pavia Venezia. Ultimo arrivato è invece il New P-Town di corso Carlo Alberto, di fianco all'università. «Per noi il costo si aggira intorno ai 150 euro al mese, ma dato che il locale è ripartito da zero abbiamo pensato di offrire un servizio per i tanti studenti che girano da queste parti» ha raccontato Michela Novarini, che di locali è un'esperta. Ma che senso ha una wireless appena fuori dall'università, dove c'è la rete per gli studenti? «Cosi gli studenti possono prendere una boccata d'aria fuori dai cortili. E diventa fondamentale quando la rete universitaria è troppo carica».
Anna Ghezzi