Dopo la protesta spartitraffico addio

VOGHERA. Prove di democrazia viabilistica? Fatto sta che dopo la raccolta firme lo spartitraffico diventa un gambero, che si sposta duecento metri indietro. Sta per succedere in corso XXVII marzo. Il Comune ha impiegato un po', ma alla fine ha risposto ai firmatari della petizione. Saranno soddisfatti quei cittadini e commercianti che avevano preso carta e penna per lamentarsi degli effetti dei due nuovi spartitraffico mobili, installati davanti a bar e negozi sottraendo i pochi posti auto disponibili. Ora si prepara il trasloco, ammesso che la polizia locale dia parere favorevole.
Poco più avanti, ovvero all'intersezione con via Ugo Bassi, le famiglie avevano invece recriminato per essere state dimenticate. «Moto a auto - aveva spiegato il portavoce del rione - escono a tutta velocità dal sottopassaggio di via Lomellina, specie la sera e di notte, era qui che serviva uno spartitraffico a tutela dei pedoni».
Un'osservazione che non sembrava frutto di eccessivo allarmismo, visto che il primo tratto di corso XXVII marzo (provenendo dal rione di Medassino) è una delle zone viabilistiche più importanti della città, sull'asse verso i caselli autostradali della Torino-Piacenza e della Milano-Serravalle (Casei Gerola). Per non parlare dei molti anziani che abitano in zona. Come aveva promesso il sindaco Aurelio Torriani insieme ai suoi assessori, Graziano Percivalle (Lavori pubblici) e Vincenzo Giugliano (Sicurezza), Palazzo Gounela ha sperimentato e ha dato prova di ascoltare.
«Avevamo due spartitraffico collocati davanti alla sede staccata di Poste italiane di corso XXVII marzo - dice Giugliano -, ci siamo resi conto con il trascorrere del tempo che uno dei due poteva infastidire e non essere cosi utile come si pensava all'inizio. Cosi, recependo altre pressanti richieste che abbiamo ricevuto durante questi mesi, l'amministrazione ha optato di predisporre lo spostamento di due isole parapedonali verso via Ugo Bassi. Ormai è solo questione di giorni. Era giusto che s'intervenisse, per mettere in sicurezza l'intera via».
In città non è la prima volta in cui la viabilità viene gestita in «modalità gambero». Prova ne sia lo slittamento all'indietro, lungo via Tortona, del semaforo rallentatore (l'impianto che ferma chi entra in città superando i 50 chilometri orari). Oggi il dispositivo si trova più a ridosso dell'ultimo attraversamento pedonale prima dell'uscita dal confine urbano. Nel piano viabilistico di Voghera entra l'«opzione gambero». Il timore è che si scateni una pioggia di petizioni, da tutti i quartieri, per chiedere modifiche Perché a volte il difficile non è decidere, è piuttosto mantenere le scelte. (e. b.)