Pavia, a teatro va in scena la parsimonia
PAVIA.A teatro va in scena la crisi. Lo ha sottineato l'Eurispes nel rapporto 'Italia 2009" aggiungendo che, quasi ovunque, la cultura è costretta alla 'parsimonia per forza". Che succederà in provincia di Pavia? Ecco una prima carrellata.
Fraschini.I pessimisti dicono che la coperta è corta e che per far quadrare i conti dovrebbe essere tagliata la musica, la danza e un paio di opere liriche. Gli ottimisti ritengono che non sarà necessario e che in qualche modo tutte le sezioni del cartellone saranno salvate. La verità? Sta nel mezzo. Un certo ridimensionamento della stagione non è un'ipotesi improbabile: le spese di gestione - personale, energia elettrica, riscaldamento - sono aumentate, le entrate diminuiscono. Il Comune ha già annunciato tagli al proprio stanziamento, la Fondazione Banca del Monte ha confermato il solo apporto dello scorso anno. Complessivamente al Fraschini arriveranno due milioni di euro. Occorrerà, dunque, non solo tagliare alcuni spettacoli ma anche abbassare il livello di qualche sezione. Non dovrebbe essere toccata la prosa perchè i cachet delle compagnie sono stabili e gli introiti ricavati da biglietti e abbonamenti sono sufficienti a ottenere un pareggio. Musica e danza, invece, se mantenuta la qualità di livello assicurata da tempo, ad incassi invariati (come pensare di aumentare ancora il prezzo dei biglietti?) comporterebbero un deficit insostenibile. Che fare? Ridurre il numero degli appuntamenti o scegliere eventi di minore prestigio: vale a dire dimenticare il Balletto di Cuba, Gades, la Graham, il Tokyo Ballet, Daniel Harding, Gidon Kremer, Riccardo Muti, Antonio Meneses, Natalia Gutman o Radu Lupu e accontentarsi, per dire, del Balletto del Sud o di formazioni cameristiche invece che sinfoniche. Per quanto concerne la lirica, i costi sono elevati poichè gli spettacoli comportano il coinvolgimento di grandi masse artistiche e la predisposizione di allestimenti scenografici. Però il settore ha un pubblico in continua crescita e gode di consistenti contributi ministeriali. Ci sono voluti decenni per ottenere il riconoscimento a 'teatro di tradizione" ed è impensabile un intervento di compressione.
Teatro Cagnoni a Vigevano.Niente musica sul palco del teatro Cagnoni ma la possibilità, per eventuali appassionati, di assistere ai concerti del Fraschini attraverso un servizio di pullman navetta. Un'ipotesi che pare destinata a prendere corpo a causa dell'aumento dei costi di gestione cui corrisponderà quasi certamente una diminuzione dell'apporto economico del Comune, conseguente ai limiti imposti al bilancio. Salvo interventi finanziari del settore privato, è chiaro che occorrerà stringere il cartellone, tagliare spettacoli o interi comparti. L'assessore Antonio Prati vorrebbe mantenere il livello degli scorsi anni. Ma il dubbio che riesca è forte. E voci di corridoio parlano di una diminuzione degli appuntamenti in cartellone. L'unica, esile speranza, è che si tratti solo di voci.
Teatro Comunale di Rivanazzano.Inaugurato a fine 2008, è già entrato a far parte del circuito teatrale di prestigio dell'Oltrepo. Il teatro di Rivanazzano, che quest'anno ha proposto sette eventi in stagione e una ventina di serate organizzate dal Comune o dalle Associazioni, non ha intenzione di abbassare il tiro. Afferma il direttore artistico Giorgio Trucco: «La futura stagione metterà in cartellone dieci eventi che comprendono cabaret, prosa, musica, lirica. L'inaugurazione è fissata per il 10 ottobre. Il Comune ci ha concesso un contributo di 6 mila euro per tre anni. E anche la Provincia di Pavia ci dà una mano».
Teatro Sociale di Stradella.
E' stato riaperto nel 2006 e ogni anno propone una stagione di tutto rispetto. «Sulla nuova programmazione stiamo ancora lavorando - spiega il sindaco Pierangelo Lombardi -. Possiamo comunque già dire che manterremo una programmazione di qualità, a livello degli scorsi anni. Per quanto riguarda il numero di spettacoli dipenderà dalle risorse. E' possibile che qualche difficoltà a livello economico ci sia, dal momento che dipendiamo anche dalle sponsorizzazioni private».
L'idea è quella di offrire al pubblico un bouquet di prosa, musica e lirica: «Il teatro di prosa è senza dubbio il cuore della nostra programmazione ed è il tipo di spettacolo che più attira il nostro pubblico. Ma ogni anno pensiamo a qualche novità, ad esempio un possibile potenziamento dell'opera lirica, visto e il successo che ha riscosso nell'ultima stagione». A sovvenzionare la stagione stradellina, oltre al comune, gli sponsor: «Sono mecenati che contribuiscono alla stagione in virtù del loro amore per il teatro. Grazie a questo riusciamo a raccogliere ogni anno circa 150 mila euro per la stagione teatrale». (f.cor; s. con.)